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Allonsanfàn
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Per immagini. Sembra un manga di yakuza, ma il boss ha scelto di mettersi il grembiule

Un giovane uomo dal corpo tornito, segnato da cicatrici e quasi interamente tatuato – sulla sua schiena troneggia un dragone – sguardo intenso, espressione minacciosa e una lama maneggiata con sapienza: Tatsu sembra proprio ciò che è, uno yakuza, un membro della mafia giapponese. Di più, si tratta di una leggenda vivente, un mito di terrore: lui è The Immortal Dragon, un temutissimo boss noto per aver sgominato da solo dieci basi di un gruppo rivale nel giro di una notte, completamente disarmato.

La ferocia sul volto e la lama affilata che incontriamo in apertura però non si accaniscono impietose sul corpo di un avversario bensì su una porzione di tamago, frittata giapponese ripiegata più volte fino a formare una sorta di parallelepipedo che viene servita a fette. La sua tecnica, la sua fredda precisione nel taglio vengono messe al servizio della preparazione di un bento box. Sì, perché il temibile Tatsu ha fatto un’importante scelta esistenziale: abbandonare la via del malavitoso per diventare un impeccabile casalingo.

Il manga tratta di un tema “classico”, ossia il crimine organizzato, ma in una declinazione sagace e spiritosa. Spesso l’osservatore straniero è colpito da come in Giappone, paese molto sicuro dove la criminalità di strada è ben poco diffusa, le organizzazioni mafiose siano visibili e per certi versi “istituzionalizzate”. Abbigliamento, codici di comportamento, modi di esprimersi, fanno sì che chiunque possa riconoscere uno yakuza a un mero colpo d’occhio, ed essi non fanno nulla per nascondersi. Nonostante il loro ruolo ai margini della società, gli yakuza sono dunque attori riconosciuti, e il loro rapporto con le forze dell’ordine talvolta è di coesistenza anziché di conflitto (ad esempio, nella gestione dei quartieri di locali notturni).

La serie La via del grembiule del mangaka Kousuke Oono già amatissima in Giappone e non solo (fresca anche di un importante riconoscimento, l’Eisner Award come migliore opera umoristica) è finalmente arrivata in Italia grazie a J-pop manga.

Gli episodi (allo stato attuale in Giappone sono stati pubblicati 5 volumi) seguono con ironia le vicende di Tatsu alle prese con questa nuova quotidianità: “Ormai sono una persona pulita, un casalingo sposato. Ho capito che la violenza non serve a difendere chi ti sta a cuore” dice a un ex compagno di famiglia mafiosa nel terzo episodio.

Seppure le intenzioni di Tatsu siano ora nobilissime e legate alla cura nella preparazione dei cibi, alla pulizia della casa, all’economia domestica, ai grembiuli con i fronzoli e alle vendite promozionali, il suo temperamento non è cambiato e si trova ad affrontare la vita del casalingo con la stesso ardore con cui gestiva quella criminale. E allora un venditore di coltelli porta a porta viene atterrito dalla maestria di Tatsu nell’usare le lame; l’arrivo in casa di un nuovo robot aspirapolvere viene gestito come se si trattasse del periodo di iniziazione di un nuovo affiliato con tanto di prove per saggiarne le abilità.

Durante un pomeriggio trascorso a badare al figlio piccolo della vicina di casa, non solo gli insegna a giocare d’azzardo ma quando il bambino inavvertitamente rompe un modellino della moglie di Tatsu, lui lo “inizia” alla sepoltura in giardino del misfatto per cancellarne ogni traccia. Insomma le sue intenzioni sono buone ma è inevitabile che il suo passato faccia capolino.

Anche a livello visivo questa ambivalenza è decisamente presente: dal grembiule spuntano abiti sartoriali (tipici di uno stile eccentrico che caratterizza gli appartenenti al crimine organizzato giapponese), gli occhiali a specchio sono un accessorio irrinunciabile anche in una semplice gita al supermercato (l’uso degli occhiali da sole in Giappone – specie per gli uomini – non è così frequente).

Non mancano scene d’azione, inseguimento e contesa anche se si tratta solo di assicurarsi dei prodotti in saldo. I personaggi secondari che in questo volume non sono molto presenti sembrano comunque interessanti. La stessa moglie di Tatsu, Miku, contribuisce al ribaltamento di uno stereotipo: la seria e diligente lavoratrice che però è un’otaku (ovvero una fan accanita) del Poli-cure, poliziotte magiche che combattono le forze del male in una serie manga. Anche Masa, membro della ex famiglia criminale di Tatsu, aiuta il lettore a comprendere quanto sia complesso per il protagonista compiere a fondo questo cambio di vita, recidere i legami con il proprio passato e dismettere un atteggiamento (e un aspetto) ostile quando si è così “naturalmente” portati ad incutere timore nel prossimo.

Nonostante un tono umoristico e spesso quasi surreale, il manga ha anche il grande pregio di rappresentare molti aspetti sia della vita domestica, sia del crimine organizzato – ordinarietà e marginalità, mondi in antitesi, ma entrambi presenti nella società giapponese – con cura e acume. Episodi divertenti nei quali l’uniforme del grembiule si sovrappone all’uniforme del tatuaggio yakuza per divertire, ma anche per mostrare la sintesi di numerose contraddizioni del Giappone.

IL LIBRO La via del grembiule, Kousuke Oono (J-pop manga)

 

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