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Allonsanfàn
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Il nuovo antisemitismo nasce con Netanyahu

“Per fortuna c’è la Meloni e il resto della destra che ci difende, altrimenti torneremmo al 1938. Se al governo ci fossero Schlein, Conte e Fratoianni a noi ebrei sparerebbero in strada. Il Pd è pieno di antisemiti”. 

Queste parole non provengono da un vecchio nostalgico del fascismo che ha perso l’intelligenza e il senno, ma da Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano. Sono gravissime, inaccettabili e profondamente irresponsabili.

Affermare che con un governo guidato da Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni “agli ebrei sparerebbero per strada” non solo è una menzogna colossale, ma rappresenta un’inaccettabile strumentalizzazione della memoria della Shoah, un insulto alla storia democratica della Repubblica Italiana e una retorica incendiaria che alimenta odio e divisione.

Paragonare la sinistra italiana — che ha una lunga tradizione di antifascismo e difesa dei diritti umani — al regime fascista che promulgò le leggi razziali del 1938 è una distorsione ideologica pericolosissima. Non esiste alcun dato, atto o dichiarazione da parte di Schlein, Conte o Fratoianni che giustifichi un’accusa tanto infamante. Al contrario, molte figure della sinistra italiana si sono espresse con chiarezza e determinazione contro ogni forma di antisemitismo, promuovendo la memoria dell’Olocausto e sostenendo le comunità ebraiche italiane.

Meghnagi, nel ruolo istituzionale che ricopre, ha il dovere di rappresentare tutti gli ebrei milanesi con equilibrio e responsabilità, non di usare il suo ruolo per legittimare una propaganda di estrema destra. È preoccupante che un presidente di comunità ebraica si esprima in questi termini, lodando un governo che tollera ambiguità sul passato fascista e che ospita forze politiche che flirtano con l’estrema destra europea.

Accusare il Partito Democratico di essere “pieno di antisemiti” è un atto calunnioso, slegato dalla realtà, e contribuisce a delegittimare il dialogo democratico. Le vere minacce all’ebraismo europeo e italiano provengono oggi, come ieri, da ideologie nazionaliste, suprematiste, complottiste, non dalla sinistra democratica.

Chi fa politica con la paura, chi abusa della storia per fini ideologici, chi sfrutta il trauma collettivo della Shoah per legittimare alleanze politiche contingenti, sta tradendo la memoria che dice di voler difendere. La comunità ebraica italiana, nella sua pluralità, merita molto di più di queste parole irresponsabili.

antisemitismo Netanyauh
Benjamin Netanyahu

Secondo Meghnagi, dunque, indignarsi per quanto accade nello Stato d’Israele, nella striscia di Gaza, per l’accanimento del governo di Netanyahu contro una popolazione inerme martoriata e ridotta alla fame è soltanto un discorso politico? Una provocazione della sinistra? Secondo lui anche i due milioni di cittadini di Israele che scioperano e manifestano quasi tutti i giorni contro una guerra assurda voluta da un gruppo di fanatici che li governa, sono simpatizzanti del PD e di altri movimenti che nel resto dell’Occidente protestano per le stragi volute da un premier indagato dalla Corte suprema israeliana e condannato da un tribunale internazionale? Siamo ormai di fronte a una becera follia. Dove è andata a finire la Pietas, la commiserazione per il dolore e la sofferenza altrui, per il rispetto dei valori etici e morali?

Confesso che per la prima volta devo dar ragione a Recep Tayyip Erdogan, il presidente della Turchia. Come si può dargli torto quando afferma che Netanyahu è “un nazista dei nostri tempi” e che le sue azioni su Gaza “non hanno nulla da invidiare a quelle di Hitler”?

Mi viene da fare un triste confronto con la rivolta del ghetto di Varsavia del 19 aprile del 1943, quando la popolazione ebraica insorse contro i tedeschi i quali dopo averla affamata, avevano dato inizio alle deportazioni. I combattenti ebrei, in inferiorità numerica e mal equipaggiati, opposero una strenua ed eroica resistenza alle forze tedesche, ma alla fine furono sconfitti e si arresero il 16 maggio. In meno di un mese i nazisti uccisero 13 mila persone, uomini, donne e bambini e deportarono i sopravvissuti.

Quanto accade oggi a Gaza è la conseguenza di un’altra storia, con origini diverse da quella di Varsavia.  La popolazione della striscia non si è ribellata; a provocare il conflitto è stato Hamas con la strage di 1.200 cittadini israeliani. Ed è ormai risaputo che questa accolita di terroristi è stata per anni alimentata dai governi di Netanyahu per danneggiare l’Autorità palestinese.

Ma nel confronto tra la tragedia di Varsavia e quella di Gaza spunta un paradosso: oggi molti “nipoti” delle vittime del ghetto si comportano come gli assassini nazisti di allora affamando e trucidando il popolo palestinese. Sinora il numero dei morti, uomini, donne e bambini, supera i 62 mila.

Quel tragico numero viene contestato dal governo israeliano, ma è certo che i bambini uccisi sono almeno 12.227, una cifra che corrisponde a quelli che hanno un nome. E per sottrarli dall’anonimato sono stati commemorati – assieme ai 16 piccoli ebrei assassinati da Hamas – dal Cardinale Matteo Zuppi che ha letto quei nomi uno per uno, raccolti in cinquecento pagine.

Antisemitismo Netanyahu
Il Cardinale Matteo Zuppi a Monte Sole di Marzabotto legge i nomi dei bambini uccisi a Gaza

La cerimonia si è svolta, dal mattino al tramonto, a Monte Sole di Marzabotto davanti ai ruderi della chiesa di Casaglia data alle fiamme dai nazisti il 29 settembre del 1944: uccisero il parroco, il primo delle 770 vittime del massacro, tra le quali tanti bambini.

Anche un gruppo di cittadini di Israele ha voluto ricordare i piccoli di Gaza: ogni sabato a Tel Aviv i partecipanti si raccolgono in una veglia silenziosa nella quale ognuno mostra la foto di un bambino di Gaza ucciso dagli attacchi dell’esercito israeliano. Alcuni passanti si fermano per vedere le foto con i nomi dei bambini e per dialogare; altri lanciano offese e se ne vanno.

Visto l’irrimediabile danno che stanno infliggendo al popolo israeliano, i primi veri antisemiti sono i sostenitori di Netanyahu che non solo rivendicano come opportuna la strage in atto, ma nemmeno si rendono conto che non sarà raggiunto l’obiettivo di liberare gli ostaggi né quello di sconfiggere il terrorismo di Hamas, che trae beneficio dalle vittime palestinesi.

  • foto in apertura: manifestazione di cittadini israeliani a Tel Aviv contro la guerra a Gaza
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