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Libreria Cardano. Nel piccolo spazio che colleziona mondi

In luoghi come questo ti imbatti gironzolando nel cuore di Genova o, dopo i saliscendi di ponti, in qualche calle veneziana: stanno sparendo, ma se li scovi, che tesoro! Ecco, proprio lungo una strada di Pavia dalla suggestione medievale – ma con palazzi del Settecento -, in uno slargo che ricorda quelli dei romanzi di Vasco Pratolini, si affaccia questo piccolo spazio che colleziona mondi.

Libreria Cardano
L’ingresso della libreria

Le tre vetrine accolgono geometrie librarie spesso variabili, combinando secondo criteri imperscrutabili, volumi d’arte, raccolte poetiche, ricostruzioni storiche locali e ambiziosi «affreschi» intellettuali, a fianco di un quadro o una cascata di monili, il tutto disposto su stretti ripiani o disteso su un bel velluto verde, che pare un prato.

Libreria Cardano
In vetrina

La libreria si chiama Cardano, con lo stesso nome della strada intitolata al cinquecentesco matematico (ma anche protomedico e astrologo); e, come lui, quest’angolo di editoria antiquaria possiede una medesima attitudine poliedrica. Già, perché oltre a custodire preziosi lavori di eccelsi tipografi a partire da Alberto ed Enrico Tallone, funziona come galleria per mostre, che spaziano dalle incisioni antiche alle «collettive» che ripercorrono la vicenda di correnti figurative degli anni Settanta, per esempio la Metacosa, dove a guidare la pattuglia c’è stato Sandro Luporini, inquieto pittore di spiagge metafisiche, nonché geniale paroliere del miglior teatro-canzone di Giorgio Gaber.

In un passato non troppo remoto, tra volumi e quadri, si sono anche tenuti concerti jazz e performance che, per sette anni, hanno rappresentato un vero laboratorio creativo in città.

Libreria Cardano
Giorgio Tonelli, pittore della Metacosa

All’interno, gli scaffali impilano sorprese: prime edizioni Garzanti dei Quattro quartetti di Eliot, insoliti cataloghi di «libri da bisaccia» o, ancora, una spaziale edizione «talloniana» su Che cos’è il sadismo, un microsaggio del cosmopolita Elémire Zolla. Ultimamente, sono apparsi anche alcuni numeri del trimestrale, Nuove Effemeridi, anni tra gli Ottanta e i Novanta, con uno splendido speciale con testi e immagini su Leonardo Sciascia.

Tra tanto bendidio per collezionisti voraci o semplici curiosi, annidato sulla sua panchetta, spesso con la pipa in mano che è diventato il suo marchio di fabbrica, c’è il mago che presiede ai sortilegi del posto: Fausto Pellegrin, libraio per vocazione (ha cominciato il mestiere giovanissimo, in una storica libreria milanese dove passavano Montale ed Eco) e per destino (lo si trova nella sua postazione tutti i giorni, dal lunedì alla domenica compresa), ha aperto la Cardano appena un battito di ciglia fa, quarant’anni or sono.

Libreria Cardano
Tra cataloghi e monografie d’arte

È un pozzo inesauribile di aneddoti e ricordi, oltre che di suggerimenti librari, e conosce quasi uno per uno i suoi tesori. «Quasi», non a caso: infatti, dalla sfilza di titoli, tra edizioni Scheiwiller e moltitudini di monografie d’arte, è sempre pronto a spuntare qualche «fuori catalogo»», di cui lo stesso proprietario si era dimenticato, per non dire che ne ignorava proprio l’esistenza.

Libreria Cardano
Libri d’arte alla Cardano

Volumi d’arte, si diceva. «Una notte di fine settembre», ricorda Pellegrin, «Vittorio Sgarbi piombò qui dopo una cena…». E il fulmicotonico prof rimase seduto ore per terra, a gambe incrociate, sfogliando cataloghi di mostre sul Cinquecento lombardo e corredi fotografici sulla magnifica Certosa di Pavia. Il critico con il furor d’aver quadri ma anche libri…

Qui alla Cardano, l’amore per la carta resiste orgogliosamente al digitale. Con un po’ di polvere che si è posata nel tempo, d’accordo, ma di sicuro senza l’asetticità degli e-book. Anche per questo la libreria calamita in modo irresistibile quei pazzi sempre più rari che si fanno incantare dai volumi con pagine fisiche e palpabili. Gli stessi frequentatori «cardanici» stanno lanciando un’associazione allegramente rétro, battezzata «Club bibliogourmet». E nel proprio manifesto fondativo si definiscono così: «Si piccano di emulare e far rivivere le gesta dei predecessori, lasciando che la felice mano del caso li guidi nei luoghi più acconci per celebrare nel modo più schietto le glorie del torchio dell’uva e della carta».

Librera Cardano
In alto, si distingue un acrilico di Athos Collura

Un po’ il proprietario, un po’ i suoi amici di convivio (infatti c’è sempre un buon motivo per aprire una bottiglia, specialmente il sabato, quando è più frequente che si ritrovino), organizzano anche incontri e presentazioni. Obiettivo principale: non ripetere la noiosità delle solite occasioni «firmacopie» di tutte le librerie. A volte ci riescono, a volte meno. In ogni caso, ecco che alla Cardano si ascoltano narratori brillanti ma ingiustamente ignorati, poeti spericolati e allergici alle solite conventicole di premi letterari e festival. Non c’è preclusione di sorta quando si tratta di raccontare: si spazia da argomenti come la scienza o la memorialistica, ai romanzi e ai viaggi fotografici.

Ogni mercoledì, poi, Pellegrin organizza dialoghi dal vivo – che vengono messi in rete via Facebook e YouTube – con personaggi e persone notevoli, non soltanto scrittori: ecco così gli appuntamenti con avventurieri che hanno attraversato l’Alaska in inverno o gli esperti mondiali di segnalibri. L’importante è che ci sia dell’inattesa originalità.

Libreria Cardano
Edizioni dei Taschinabili

E quando si tratta di contributi davvero significativi, la libreria si fa anche casa editrice. In quarant’anni di attività sono decine i titoli pubblicati per i tipi «della Cardano». Tra le collane più originali realizzate di recente, i Taschinabili. Si tratta di librettini tirati in poche copie, su carte pregiate come Amalfi o Hahnemuhle, spesso impreziosite da opere grafiche. È il caso di un poemetto – divertente e amaro – che narra le peripezie di Cinereo, santo d’età tardo-romana che faceva sì i miracoli, ma li faceva al contrario…

Libreria Cardano
Collage su carte orientali e inchiostri giapponesi di Mauro Bellucci

Altra uscita è quella che racchiude una pagina su Pavia scritta dal «gran lombardo» Delio Tessa: è di straordinaria attualità perché sintetizza gli aspetti decadenti di una città di provincia a inizio Novecento. Un’edizione, questa, accompagnata da un’incisione dell’artista Teodoro Cotugno che raffigura Porta Calcinara, pieno centro storico cittadino. Da qui a pochi giorni, poi, in occasione del 40esimo della scomparsa di Italo Calvino, le edizioni Cardano mettono ancora mano al torchio. Il 20 settembre, infatti, pubblicano un librettino dal titolo Il giardiniere dei Calvino: ovvero un ritratto di Libereso Guglielmi, già collaboratore del celebre botanico Mario Calvino, padre dello scrittore, e ispiratore di uno dei suoi personaggi più famosi, il Barone rampante.

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Un ritratto di Fausto Pellegrin di Fabrizio Villa

Perché è meraviglioso perdersi tra mensole e ripiani in ombra della biblio-galleria? Qui c’è sempre qualcosa da scoprire (una confidenza: bisogna dare assolutamente un’occhiata allo scaffale di volumi alle spalle di Pellegrin, rari ma soprattutto belli). La cosa che conquista definitivamente è che la Cardano sa esercitare la sua magia su ciascun lettore. Si arriva con l’idea di trovare qualcosa e si esce sempre – felici – con qualcos’altro che non ci si sarebbe aspettati di trovare. Ovviamente, dopo aver scordato la ragione per cui si era venuti in libreria. Un ottimo motivo per entrare la prima volta – e poi tornare e tornare – nel piccolo spazio che colleziona mondi. Di carta, certo, ma non solo.

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Nella foto di apertura, Fausto Pellegrin. Le fotografie sono di Mauro Querci. Giornalista scrittore e fotografo, ha pubblicato il libro Extralarge – microstorie dal lato lungo del mondo. Noi ne abbiamo parlato qui

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