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Allonsanfàn
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Intorno a Chesil Beach. Come un drappo su un monumento

In un certo senso la camicia che nascondeva e al tempo stesso sottolineava la sua erezione, come un drappo su un monumento, rispettava educatamente l’etichetta stabilita dal vestito di lei”.

Il corsivo è mio; la frase è presa da Chesil Beach, il romanzo del 2007 di Ian McEwan, portato al cinema nel 2017 da Dominic Cooke; l’erezione è di Edward Mayhew, protagonista, con l’adorabile Florence Ponting, del romanzo; la scena si svolge nella camera da letto nuziale della coppia, dove tentano (è la prima volta per entrambi) di fare l’amore.

Chesil beach

Come un drappo su un monumento, scrive dunque Ian McEwan, ma nel film non c’è nessun drappo e nessun monumento, quindi nessuna metafora: l’attore Billy Howle, ovvero Edward, si sbottona semplicemente la camicia, non rispettando né l’etichetta stabilita dal vestito di Florence né il testo del libro. Quanto all’erezione, a differenza dell’orgasmo, è comprensibilmente fuori campo; alla fine si intravede soltanto lo sperma versato sulla coscia nuda di Florence, ossia di Saoirse Ronan, che la fa scappare via dalla stanza, fino alla spiaggia che dà il titolo al libro, Chesil Beach.

Chesil Beach

Purtroppo il dramma per il lettore mcewaniano comincia fin dai primi minuti, dalle prime pagine, quando gli insopportabili camerieri del film non rispettano i pur rispettosi camerieri del libro, annacquando il vino prima di servirlo a tavola, deridendo Edward. E poco importa che la sceneggiatura sia opera dello stesso McEwan, il quale tradisce i propri personaggi e rende Florence madre di tre figli e nonna di quattro nipoti e porta un Edward ormai anziano fra il pubblico di un suo concerto, nel finale, dove non avrebbe assolutamente dovuto sedersi, sulla poltrona 9c.

La Florence anziana vede l’Edward anziano e scoppia romanticamente a piangere, suonando il violino, e anche Edward piange romanticamente, mentre la grazia e l’incanto del libro, che per me resta un piccolo capolavoro di stile e di ritmo, vengono snaturati nel film da un finale sentimentale, che non rende giustizia né a Florence né a Edward né allo stesso McEwan.

Ciononostante vale la pena di vedere il film, che pure è grazioso, magari per tornare a rileggere Chesil Beach, trovando riparo e conforto dagli orrendi cambiamenti cinematografici. La prova degli attori è ottima, di puro taglio inglese, con la Briony di Espiazione ormai cresciuta e divenuta una splendida Florence, cioè Saoirse Ronan, e un buon Billy Howle nelle vesti del povero e maltrattato Edward. Da ultimo resta il gusto di trovare le piccole differenze con il libro, anche linguistiche o apparentemente insignificanti, come la camicia sbottonata di Billy Howle che fa saltare la metafora di Ian McEwan, il drappo su quel monumento mancato che sono l’erezione e lo sperma di Edward.

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