Prendiamola alla lontana. Stavo rivedendo in tv un film francese molto Nouvelle Vague, Mektoub, my love: Canto Uno (2017), del franco tunisino Abdellatif Kechiche, storia di un’estate sentimentale dove si intrecciano le sorti di un gruppo di ragazzi, e mi sono ricordato di Aldo Maccione.
Toni, uno dei protagonisti del film, non a caso il più vivace sessualmente, spiega a un’amica chi è Aldo Maccione e per farlo meglio ne imita sulla spiaggia il pezzo forte, la marche du séducteur. Camminata con busto in avanti e gomiti alti, al ralenti, la marche è quasi universalmente considerata trade mark di Maccione – alcuni la attribuiscono invece ad Alberto Sordi.
Sono subito andato su YouTube a vedere il prototipo. È in una celebre sequenza di L’avventura è l’avventura (1972) di Claude Lelouch, ma l’attore italiano l’ha riproposta in tanti altri film, meritandosi in Francia il soprannome di Aldo la Classe.

Non sapete chi è Aldo Maccione? Ve lo ricordiamo anche perché, nato a Torino nel 1935, il 27 novembre – e questa è la notizia che dovevo mettere nell’attacco – compirà novant’anni.
Breve riassunto di una carriera: l’irresistibile, donnaiolo e cialtrone Aldo la Classe debutta negli anni Cinquanta nel gruppo comico dei Brutos, famoso anche per i Caroselli, capeggia poi Los Tontos – e fa molto teatro, tra Spagna e Francia, Olympia compresa -, finisce inopinatamente nella serie A del cinema con Lelouch, e negli anni Ottanta rimbalza tra Italia e Francia, dove ottiene un incredibile successo grazie a una serie di commedie disimpegnate, spesso scollacciate, prima di terminare la sua parabola in patria tra le barzellette di Pierino. In mezzo, una perla dimenticata, interpreta il Camola ne Il piatto piange (1974), di Paolo Nuzzi, tratto dal romanzo di Piero Chiara. In aggiunta, tanti cammei con Carlo Verdone o Aldo, Giovanni e Giacomo.

Sapevamo che Maccione abitava a Saint Paul de Vance (Alpi Marittime), dov’era avvistato sui campi di bocce, e che non ha rilasciato dichiarazioni recenti, neanche per il suo 80esimo compleanno, nel 2015, cinque anni dopo il forfait per motivi di salute al reality tv La ferme (La fattoria), versione famosi.
Il suo biografo, il giornalista Gilles Botineau, che ha pubblicato in Francia una vita dell’attore, Aldo Maccione La Classe!, edita da Christian Navarro e prefata da Lelouch, qualche tempo fa ci aveva raccontato che Aldo viveva serenamente: «Dice però con ostinazione no a ogni offerta dei media. Kechiche stesso sogna in segreto di girare con lui un film ambientato nel Medio Evo, con protagonista un Papa…».
Ho ricontattato in questi giorni Botineau. Mi ha risposto che il suo libro è stato ristampato per celebrare i novant’anni di Maccione. «Purtroppo non ho più avuto notizie da Aldo ultimamente. È sempre molto discreto…». Unica cosa certa: non si prevede un’edizione italiana della sua biografia, scritta con competenza, con il cuore e naturalmente con classe. Peccato!



