Quattro signore, le amiche di lunga data Sally, Vi, Lena, e la nuova arrivata signora Jarrett, sorseggiando tè si confessano segreti e immaginano catastrofi in un pomeriggio estivo da fine del mondo. Si capiscono al volo senza bisogno di terminare un discorso, e si interrompono correggendosi, in un incontenibile chiacchiericcio e improvvisi cambi d’umore.
I soliloqui della signora Jarrett – richiami diretti al pubblico e alle tre amiche a metà tra il presagio e l’anatema – sono l’espediente drammaturgico con cui Caryl Churchill, autrice del testo, agita la vita, ancorando ogni particolare dell’esistenza delle protagoniste a un minaccioso affresco del presente. E così, mentre il pomeriggio volge al tramonto e le quattro amiche consumano il declino della vita bevendo tè e parlando di sempre più angosciose storie ed esperienze, si annuncia con un inquieto ritornello anche il possibile tramonto dell’umanità.
Le quattro signore, interpretate da Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Alice Palazzi e dirette da Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, sono le protagoniste di Escaped Alone, in prima assoluta al Piccolo Teatro Grassi di Milano dove lacasadargilla, dopo il successo di Anatomia di un suicidio, vincitore di cinque premi Ubu, porta in scena, per la prima volta in Italia, il testo di Caryl Churchill, tra le massime drammaturghe inglesi viventi.

Caryl Churchill ha scritto Escaped Alone nel 2016, guardando al presente della bolla immobiliare londinese e alle derive del mondo occidentale. «E noi oggi, a quasi dieci anni di distanza, nelle nostre metropoli e non solo, la vediamo pienamente» ha spiegato il regista Alessandro Ferroni nella presentazione stampa dello spettacolo. «Parole come distopia e apocalisse ci sono estremamente familiari, ma che cosa si muove veramente sotto di noi, sotto la pellicola del visibile? Forse la vera, piccola apocalisse è la depravazione capitalistica a cui siamo sottoposti incessantemente con grazia silenziosa. Caryl Churchill, tra l’altro, ha scritto per quattro attrici sulla settantina, capaci di guardare in faccia la loro fine e una fine più in generale. Ma per noi Escaped Alone – per questa stessa ragione, il concetto di fine – era un testo da affrontare con le proprie compagne di strada, anche per non simulare l’intimità radicale e perturbante che il testo innesca e che deve essere consegnata allo spettatore. Quattro attrici che davvero si piacciono, che vogliono stare sul palcoscenico insieme, che si conoscono a fondo – come noi abbiamo la fortuna di avere – è un’occasione preziosa, e anche per questo abbiamo deciso di metterlo in scena oggi».
Allo “scandalo della vecchiaia” è stato sostituito lo “scandalo della mezza età”, «una fase in cui si lotta in tutti i sensi contro la forza di gravità» ha aggiunto Lisa Ferrazzo Natoli. «Ci è parso naturale avere intorno donne della nostra generazione, portatrici di paure, tabù, fragilità immense comuni a noi e paradossalmente oggi forse maggiori di quelle delle ottantenni. E operare con loro una sorta di continuo tentativo di viaggio nel tempo, spostandosi indietro e in avanti, per mettere naso nel futuro anteriore, un futuro che sta già accadendo».
Così Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro: «Con la chiaroveggenza di uno sguardo che, da più di sessant’anni, attraversa la storia teatrale contemporanea mantenendo intatta la propria affilata lucidità, e disegnando una parabola artistica in grado di passare dall’eredità brechtiana a quella beckettiana senza snaturare la personalissima cifra della propria scrittura, Caryl Churchill sfida, con Escaped Alone, le certezze e gli equilibri del pensiero razionale aprendo in essi voragini per lasciar emergere la distopica realtà dell’assurdo. Nel segno di una citazione biblica dal Libro di Giobbe, sotto il mutevole cielo di una fittizia quotidianità, in un tessuto all’apparenza dissestato di cortocircuiti tra oscurità e lampi di luce, si agitano, al ritmo del tempo che angosciosamente fugge via, fragilità individuali e incubi cosmici dal sapore apocalittico».
- Escaped Alone di Caryl Churchill, traduzione Monica Capuani, progetto di lacasadargilla, regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, con Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Alice Palazzi. Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Fino all’8 febbraio al Piccolo Teatro Grassi di Milano. A Londra, al Coronet Theatre, dal 6 al 9 maggio 2026.
- Credito foto in apertura: ©MasiarPasquali



