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Sguardi altrove. Fino al 28 marzo a Milano, il nuovo cinema delle donne

A Milano, con spin-off a Pavia e Rho, parte la edizione numero 33 di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival. Dal 10 al 28 marzo, in otto tra sale cinematografiche, spazi polivalenti e istituti universitari, ci sono da vedere 79 titoli da 22 Paesi suddivisi in 11 sezioni e un percorso che spazia (dice il pressbook) “dall’attualità internazionale ai diritti umani alle lotte per la parità di genere fino alle sfide creative delle nuove tecnologie”.

Prima di tuffarci tra gli inediti, non perderemo tre omaggi. Il primo (sabato 14 marzo al Cinema Godard di Fondazione Prada) è dedicato alla regista franco-senegalese Alice Diop. È un focus che prende il via alle 14.30 con la proiezione di Nous (2021) per proseguire, alle 17.30, con il corto, parte del progetto Miu Miu Women’s Tales, Fragments for Venus (2025) e un incontro con la regista moderato da Paolo Moretti, curatore del Cinema di Fondazione Prada, e da Maria Bonsanti, programmatrice e membro del comitato di selezione delle Giornate degli Autori. In chiusura, alle 20.30, Saint Omer (2022), Leone d’Argento-Gran Premio della Giuria e Miglior Opera Prima alla 79ᵃ Mostra di Venezia.

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Gli altri due omaggi tra cinema e letteratura: sabato 21 marzo alle 11.30 (all’Anteo Palazzo del Cinema per la sezione #FrameItalia fuori concorso) è un tributo a Grazia Deledda, ritratta dal regista Peter Marcias nel film Quasi Grazia. Il secondo omaggio (domenica 22 marzo alle 18.00 al CAM Garibaldi) ha invece per protagonista la regista Liliana Cavani e il suo soggetto per un film su Simone Weil mai realizzato. Lettere dall’interno. Racconto per un film su Simone Weil vivranno nella lettura scenica di Annina Pedrini.

Ma passiamo a  Nuovi Sguardi – concorso internazionale lungometraggi a regia femminile. Sempre dal  pressbook: “Con le voci di registe da ogni parte del mondo, i dieci film del concorso internazionale lungometraggi attraversano confini geografici, culturali, sociali… Dalla convivenza con la sindrome autistica in Her Difference di Lola Doillon, alla necessità di opporsi alla cultura patriarcale in Songs Within della regista svizzero-tedesca Katalin Gödrös, fino ai chiaroscuri della giovinezza e alla ricerca del proprio posto nel mondo in Rocket Girl di Agnes Swiercz. Non solo percorsi personali ma anche uno sguardo alle differenze di classe in un paese, l’Egitto, in cui le gerarchie sociali sono profondamente radicate.

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Ne parla Sara Goher in Happy Birthday, protagonista la piccola Toha, otto anni, domestica in una ricca famiglia borghese. Storie di resistenza sono al centro di molti dei documentari selezionati: da Timestamp di Kateryna Gornostai, dove il conflitto in corso nella regione di Kiev è visto attraverso gli occhi dei bambini cui si insegna a confezionare kit di sopravvivenza per i bombardamenti, a Not made for politics di Volia Chajkouskaya, che svela la dittatura di Alexander Lukashenko in Bielorussia. E ancora in The Last Ambassador della regista austriaca Natalie Halla: la storia di un’ambasciatrice afghana in Austria e della sua opposizione al regime. Dalla violenza delle guerre e del potere a quella subìta dalle donne. In Sisters la sceneggiatrice canadese Julia Zahar descrive il percorso di guarigione della sorella, caduta in una grave depressione dopo il sequestro per mano di uno squilibrato. In Catane la filmmaker rumena Ioana Mischie narra invece la forza del fare comunità in un villaggio isolato sulle alture della Transilvania. Infine in I’m here I’m fine lo smarrimento causato dalla maternità dà l’occasione a Emine Emel Balci di mescolare generi e prospettive e creare nuove forme di solidarietà”.

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Siamo solo all’inizio. Per le altre sezioni consultate l’apparato social della manifestazione

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Sguardi Altrove Film Festival Email – info@sguardialtrovefilmfestival.it

In apertura, un frame di Sisters, di Julia Zahar

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