Era stata quella mano che roteava nell’aria a catturare la mia attenzione. Un gesto che mi è sembrato spontaneo e allo stesso tempo capace di trasmettere tutte le sfumature che il maestro riteneva necessarie all’esecuzione, come se dirigesse attraverso manciate di energia. Il maestro, in piedi, teneva il busto proteso in avanti, per poter scendere più in basso con la mano, come se dovesse raccogliere dal fondo una manciata di note, per poi risalire e liberarle in alto con leggerezza e poi da capo con lo stesso movimento circolare e così di seguito. Pareva che volesse vincere l’inerzia di un grosso volano, mentre esprimeva con la mano l’armonia che aveva in mente. Null’altro sarebbe stato in grado di comunicare allo stesso modo. Quella mano che roteava nell’aria induceva i quattro strumentisti a eseguire la partitura secondo il suo volere, senza altra esitazione. Ottenuto il risultato desiderato, li aveva lasciati proseguire per diverse battute, tradendo con un sorriso appena accennato la sua soddisfazione. Poi, appagato, aveva interrotto il brano, congedando i musicisti con un impercettibile cenno d’inchino del capo.
È stato interessante assistere alle prove aperte dei Cantieri Musicali e in particolare vedere all’opera il maestro Simon Rowland-Jones e scoprire in che modo si rapporti con i giovani allievi provenienti un po’ da tutto il mondo.
Rowland-Jones, oltre a essere un affermato violista, è anche un compositore. Viene considerato uno dei massimi conoscitori e interpreti delle musiche di Haydn e non è raro che i suoi allievi si cimentino con brani di questo autore.
Lo scorso anno ho assistito alle prove di un quartetto d’archi che ha eseguito l’opera 76 nº3 di Haydn. Il brano è stato eseguito con tutta la maestria possibile. Il caldo applauso del pubblico presente alle prove ha sancito il gradimento dell’esecuzione. Sono seguiti i complimenti del maestro. Pensavo che le prove fossero finite, invece no. Il maestro Rowland-Jones aveva intenzioni diverse, voleva condurre i musicisti su un altro livello. Ha iniziato così un’analisi approfondita del brano, inducendo gli allievi a esprimersi sulla partitura e, prendendo spunto dalle loro considerazioni, li ha indirizzati verso l’interpretazione che riteneva più opportuna. Quindi li ha invitati a riprendere gli strumenti e a ripetere da una precisa battuta. Gli sono bastate poche note per comprendere che non si era ottenuto il risultato sperato e ha interrotto il brano. Dopo aver dato altri consigli ha fatto riprendere dalla medesima battuta. Ma non era ancora soddisfatto. Allora, estratta dalla custodia la sua preziosa viola, ha eseguito lui stesso il brano. Quindi ha nuovamente invitato gli allievi a ripetere, ed ecco che finalmente l’esecuzione raggiunge il livello desiderato. Forse per la soddisfazione o forse per incitarli ulteriormente all’esecuzione ha iniziato a roteare la mano destra nell’aria, sostenendo con quel suo gesto la loro esibizione.

Questo succedeva a Conzano (Alessandria), durante le lezioni aperte al pubblico per la preparazione dei concerti dei Cantieri Musicali, organizzati lo scorso anno da GlobArte. I corsi che si tengono un paio di volte l’anno, normalmente in primavera e in autunno, non sono rivolti soltanto al singolo musicista ma sono indirizzati in particolare a formazioni giovanili già strutturate e orientate all’esecuzione di musica da camera.
Tra qualche giorno si rinnoverà l’atmosfera tipica di questo evento. Le strette vie del paese si animeranno di giovani musicisti e passeggiando per i vicoli capiterà di sentir provenire da ogni dove il suono degli strumenti e il chiacchiericcio animato dei ragazzi. Alcuni studenti saranno ospitati da famiglie residenti in paese, permettendo agli uni di assaporare meglio il contesto monferrino e agli altri di respirare un’atmosfera un po’ internazionale.
A insegnare ai ragazzi vi saranno diversi musicisti affermati. Ognuno con il proprio metodo di insegnamento e la propria idea di interpretazione, in modo che i giovani strumentisti ricevano diverse modalità di approccio alla partitura, trovando quella più congeniale al proprio sentire.
I curricula degli insegnanti sono la garanzia della qualità dei corsi. Dal Regno Unito provengono sia il già citato Simon Rowland-Jones sia Daniel Roberts, violinista affermato che continua a esibirsi con il suo quartetto in giro per il mondo. Giacomo Agazzini violinista e Claudia Ravetto violoncellista, invece, insegnano a Torino al Conservatorio. Oltre alla loro ampia attività concertistica, mi piace ricordare la loro lunga collaborazione con l’indimenticabile compositore e musicista Ezio Bosso. Dallo stesso conservatorio proviene anche il maestro violista Mauro Righini, mentre il fratello Silvio Righini, violoncellista, dopo una carriera da concertista, insegna da anni alla Civica Scuola di Musica di Milano. A insegnare anche la lituana Ula Ulijona Zebriunaite che, dopo essersi esibita in tutto il mondo, dal 2010 ricopre il ruolo di prima viola dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
La scelta di organizzare questi corsi a Conzano è stata del tutto casuale.
Silvio Righini qualche anno fa capitò per caso in paese, percependo da subito un’atmosfera che gli era congeniale, tanto da indurlo a trasferirsi definitivamente. La conferma di aver fatto la scelta giusta arrivò presto, appena si scoprì che la chiesetta di fronte casa, in fase di ristrutturazione, sarebbe diventata un auditorium.
Anche il restauro, curato dal bravissimo Federico Borgogni, fu una piacevole sorpresa. Eliminata la scialba tinta giallognola che ricopriva l’interno vennero alla luce decorazioni inaspettate e dalle pareti riemersero raffigurazioni di tessuti cangianti, piuttosto insolite per una chiesa.
Silvio non avrebbe mai immaginato che la decisione di trasferirsi in un piccolo borgo del Monferrato avrebbe creato le condizioni per realizzare un progetto al quale pensava da tempo.

Ed è a questo punto che con gli amici musicisti decise di fondare l’associazione GlobArte, con l’obiettivo di organizzare sia corsi per i giovani musicisti sia concerti di musicisti affermati. Per sottolineare queste due anime dell’associazione sono stati creati due settori specifici. Con I Cantieri Musicali ci si rivolge alla didattica per i giovani, mentre Le Monferriadi identificano i concerti come quelli già calendarizzati in questa prima parte dell’anno. (Chi fosse interessato può ricevere ulteriori informazioni sui concerti scrivendo a infoglobarte@gmail.com).
Ma torniamo ai Cantieri Musicali. Anche quest’anno il 12 Aprile inizierà un nuovo corso per musica da camera. Per una settimana si susseguiranno le lezioni, i trasferimenti incrociati da un maestro all’altro, le prove dei quartetti, le visite agli infernot e forse anche a qualche cantina, per poi chiudere le giornate in piacevoli serate nei locali del piccolo borgo.
Come di consueto, anche questa volta il 13 e il 14 Aprile alle 19 si terranno le lezioni aperte al pubblico. I concerti invece, completamente gratuiti, avranno luogo il 15 e il 16 Aprile alle ore 21, nella chiesetta di San Biagio.
Gli organizzatori stanno facendo del loro meglio per continuare a promuovere questi eventi e a proporre artisti affermati disposti a esibirsi a titolo gratuito. Nonostante questo, alcuni costi sono imprescindibili. GlobArte finora ha sopperito grazie a donazioni spontanee e alla possibilità di fruire gratuitamente delle infrastrutture messe a disposizione dal comune. La speranza è di riuscire a trovare uno o più sponsor disposti a supportarli.
Suggerisco a coloro che vorranno assistere a questi concerti di inoltrarsi prima nei vicoli del borgo e lungo lo spalto per poi salire sul poggio in cima al paese, dove lo sguardo può spaziare tutt’intorno, indugiando sul profilo dei monti e tra le suggestive colline del Monferrato, per poi perdersi nello sconfinato scenario della pianura padana. Ed ecco arrivato il momento di entrare nell’intimità della chiesetta appena restaurata e di lasciarsi sorprendere dalle esecuzioni musicali di assoluto livello.
Sarà un lieto sentire che vi porterete ancora appresso nel vostro viaggio di ritorno verso casa.



