È stato uno scrittore, traduttore e consulente editoriale tra i più acuti, divertenti e originali del Novecento italiano. Ma prima di tutto è stato un grande lettore. Carlo Fruttero ha letto per lavoro e per passione grandi classici, fantascienza e gialli, storie di fantasmi e di guerra, casi di cronaca nera, drammi e fumetti. Ha scritto, annotato e riletto centinaia di pagine di appunti, da cui nasce tutto: i libri con Franco Lucentini, gli articoli per i giornali, gli ultimi libri a sua firma.
Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che conserva il suo archivio personale, dà vita al Club Fruttero, programma culturale diffuso che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi, realizzato in collaborazione con le eredi Carlotta e Federica Fruttero, la Fondazione Circolo dei lettori, l’università Iulm.
Fino al 31 maggio al Circolo dei lettori di Torino una mostra racconta il lavoro di Fruttero con un percorso che non è cronologico ma tematico. Lungo le sale, le teche dedicate affiancano ai nuclei principali una serie di aneddoti e materiali che aprono scorci sul suo lavoro.

Da Il libro dei nomi di battesimo, alle veline delle scatole di scarpe per una campagna promozionale, alle scatolette: ogni oggetto diventa materia editoriale. Al centro il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto A che punto è la notte sono affiancate da taccuini, appunti e materiali della campagna promozionale che ha accompagnato l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi. Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania.
Tra i materiali anche documenti meno noti. La sua prima traduzione pubblicata: una pièce di Cocteau Les Mariés de la Tour Eiffel per la rivista teatrale Il Dramma nel 1946. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati che racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere La donna della domenica, gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. E poi le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano. E la scrittura a mano, sempre con un Tratto PEN, la penna-pennarello che ha accompagnato il lavoro quotidiano di Fruttero.
Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. All’inizio, alla fine accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate.

La mostra è affiancata da una serie di appuntamenti fino a novembre 2026.
Dal 14 al 18 maggio il Club Fruttero sarà al Salone del Libro di Torino con uno stand ispirato al salotto de L’arte di non leggere e con numerosi incontri e iniziative.
Venerdì 29 maggio al Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino i finissage della mostra con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura dalle 10 alle 18: una staffetta di voci e la proiezione dell’intervista di Fabio Fazio a Carlo Fruttero. La giornata di libri si concluderà al Teatro Romano con il film La donna della domenica del 1975, diretto da Luigi Comencini. L’appuntamento è dalle 19.45 ai Musei Reali con l’apertura straordinaria di alcuni percorsi della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità, seguita alle 20.45 dalla proiezione.
Il 18 settembre sarà la volta di una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare, in provincia di Grosseto, luoghi vissuti da Fruttero. Il 19 settembre appuntamento serale al Castello di Castiglione della Pescaia.
A novembre uscirà 365 Notes, a cura di Domenico Scarpa: il libro strenna della Fondazione Mondadori declinato per il centenario sui taccuini di Fruttero. Il libro sarà presentato al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino a ottobre e a novembre a BookCity Milano 2026.
- foto in apertura: Carlo Fruttero (a destra) con Franco Lucentini



