UN BLOG
IN FORMA DI MAGAZINE
E VICEVERSA

Allonsanfàn
{{post_author}}

La Traversata di Milano. Vittorio Sereni in via Paravia nella casa dei poeti

Ho rivisto sul web il bel documentario La Traversata di Milano di Egidio Bertazzoni sulla Milano di Vittorio Sereni. Mi ha portato a ricordare il condominio di cemento di via Paravia dove Sereni e Giovanni Raboni andarono a abitare e, probabilmente, visto che si trattava dell’opera di una coperativa, parola magica negli anni Sessanta, per la prima volta vissero in un appartamento loro, fortemente voluto.

Era opera, il condominio, degli architetti Bianca Bottero (prima moglie di Raboni) e Umberto Riva, ed è caratterizzato da grandi oblò che si aprono nel cemento vivo. Tantissimo cemento vivo, interrotto da lastre rosse tipo meccano, da casa del meccano. Le guardo con interesse da archeologo del futuro ogni volta che ci parcheggio sotto l’automobile per andare allo stadio di San Siro.

Verrà un giorno in cui questo palazzo (per me orribile ma sempre meno orribile) sembrerà ancora bello com’è sembrato effettivamente a chi lo ha abitato: è un palazzo ideologico, “costruito”, “voluto”, aspro e difficile, da boom economico già demistificato, scabro e lussuoso in modo sbieco mentre ingloba del verde, si apre in lunghi corridoi, contiene soffitti alti dove potrebbero impigliarsi uccelli meccanici. È il palazzo dei poeti di allora, civili e progressisti se non rivoluzionari, il palazzo della gallina meccanica Tric Trac di Carosello, moderna ma materna.

Il fatto che a un passo ci sia San Siro e la “domenica allo stadio” – Sereni e Raboni non perdevano una partita dell’Inter – rende la costruzione ancora più radicalmente legata a quel periodo in cui si mescolano divertimento di massa e industria culturale in un “novantesimo minuto” ove le folle guidate da intellettuali illuminati contrastavano la congiura della borghesia più gretta, armata di elettrodomestici.

Di Sereni e Raboni, negli anni, ho incrociato i figli; ma Raboni padre, lo vedevo spesso in Statale, accompagnato dalla sua ultima compagna, la poetessa Patrizia Valduga. Erano una stupenda coppia in bianco e nero, nei vestiti e nei colori di barba, baffi e capelli. Più volte poi ho visto Valduga, dalle parti di Corso Buenos Aires, abbigliata come una dark lady di altri lontanissimi tempi e luoghi. Ma via, non è più ora di memorie, manca troppo poco all’inizio della partita, l’Inter sta per vincere il suo 21esimo campionato (la foto della casa di via Paravia è di Marco Introini, 2025).

Sereni Via Paravia
Vittorio Seremi nel 1975 (foto di Adriano Alecchi)
I social: