Il romanzo Quando si fa la luna piena nasce così: da un intreccio di esistenze che si sfiorano, si cercano e inevitabilmente si influenzano reciprocamente. L’autrice è Silvana Mossano, giornalista da oltre 40 anni, per più di 30 al quotidiano La Stampa come cronista, oggi impegnata sul suo blog a raccontare gli sviluppi dei processi Eternit. Ha pubblicato diversi libri, tra cui Malapolvere, che racconta il dramma dell’amianto a Casale Monferrato. È autrice di monologhi in spettacoli di teatro-canzone. Alberto Marello, che scrive questo articolo, ha conversato con Silvana nel corso della prima presentazione di Quando si fa la luna piena.
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«Tutti i libri si erano svuotati dei sogni». Una sala gremita, un pubblico attento e partecipe, una conversazione intensa che ha alternato letture, riflessioni e momenti di forte emozione. È stato accolto così, nella suggestiva cornice dell’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato, il nuovo romanzo della giornalista e scrittrice Silvana Mossano, Quando si fa la luna piena, pubblicato da ArabAFenice edizioni.
Un romanzo che, pur prendendo avvio da un evento tragico e da un mistero da ricostruire, si allontana presto dai canoni del giallo tradizionale. Quando si fa la luna piena racconta infatti la storia di Eleonora, una giovane pediatra che si toglie la vita gettandosi nel Po, lasciando dietro di sé interrogativi, segreti e ferite profonde.

Ma il vero cuore del libro non è la ricerca di un colpevole quanto l’esplorazione delle conseguenze che una tragedia lascia nelle persone che restano.
Il romanzo è soprattutto un’indagine sui sentimenti: sul dolore di una madre, sul senso di colpa, sui silenzi che attraversano le famiglie e sulle verità che spesso rimangono nascoste per anni. Un percorso narrativo che intreccia lutto, maternità, memoria e possibilità di rinascita, restituendo ai lettori personaggi complessi e profondamente umani.

Per Silvana Mossano si è trattato di un ritorno particolarmente significativo davanti al pubblico della propria città accompagnata dalle musiche affidate a Sergio Salvi.
Conosco bene Silvana: è una giornalista di cronaca e giudiziaria di razza. Questo romanzo rende protagonista certi “non detto” delle vicende che ha seguito nella sua carriera: ciò che è restato nei corridoi dei tribunali, delle questure, delle caserme e nei luoghi in cui i fatti sono accaduti. È un giallo dei sentimenti, capace di toccare molte corde del cuore.
- Foto in apertura: un dettaglio della copertina del libro.



