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Allonsanfàn
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Per immagini. Yukie e l’orso, e la cultura degli Ainu raccontata anche ai bambini

Una stirpe antica che rischia di svanire, una bambina coraggiosa che si fa portavoce di una comunità e narratrice di una cultura sciamanica, uno scambio tra generazioni e un incontro fortunato capace di  trasformare l’oralità in segno: Yukie e l’orso è una storia emozionante e arricchente capace di coinvolgere con poesia e sincerità, mescolando i linguaggi.

Quello che l’autrice Alice Keller e la disegnatrice Maki Hasegawa hanno raccontato nell’albo Yukie e l’orso uscito per Kira Kira edizioni è la storia di una bambina coraggiosa, una bambina vera e di una popolazione vera, quella Ainu.

Indigeni di Hokkaido, l’isola più a nord delle quattro principali dell’arcipelago giapponese, gli Ainu (parola che nel loro idioma significa “umano”) sono un antico popolo di pescatori e cacciatori, hanno usanze e caratteristiche somatiche diverse da quelle dei giapponesi (da loro chiamati “Wa-jin”), e non ha tratti simili al giapponese neppure la loro lingua.

Le loro credenze sono basate su culti animistici e su un profondo rapporto tra uomo e natura. Gli uomini della popolazione Ainu erano contraddistinti da barbe e capelli lunghi, mentre le donne spesso praticavano tatuaggi tradizionali intorno alla bocca e sulle mani: anche per questi loro aspetti i giapponesi li ritenevano primitivi e barbari. Dopo secoli di contatti e conflitti, l’isola di Hokkaido venne definitivamente annessa dall’Impero Giapponese nel XIX secolo, e il governo centrale diede il via a una grande campagna di assimilazione degli Ainu, la cui lingua e tradizioni vennero messe a rischio di estinzione.

Solo nel 2019 è stata finalmente approvata una legge che riconosce agli Ainu lo status di popolazione autoctona del nord del Giappone, e ciò auspicabilmente permetterà la sopravvivenza della loro antica cultura. Pochissimi giorni fa, il 12 luglio, ha aperto vicino a Sapporo il primo museo nazionale degli Ainu, il cui scopo è quello non soltanto di mostrare oggetti della loro tradizione, ma anche quello di cercare di ricostruire e rimettere in pratica danze e cerimonie che hanno rischiato di andare perdute.

Le pagine di questo albo illustrato sono intense e delicate, i colori vibranti e avvolgenti. La natura è presente tanto nel segno quanto nella rappresentazione. I suoni del bosco diventano voci, i canti del popolo Ainu evocano “il grido del falco di giorno e del gufo di notte, le impronte inafferrabili della notte”. Immagini di scoiattoli, volpi, rane, rapaci, lepri, lupi e stoffe e filati dai colori vivaci narrano insieme al testo.

E poi c’è l’orso, il piccolo orso che è arrivato nel villaggio quando è nata Yukie, protagonista e simbolo di questa storia e dell’intera cultura. Infatti, secondo la tradizione Ainu, l’orso è sacro, e molti dei loro rituali sono incentrati attorno al rapporto con questo animale. Artefatti raffiguranti teste di orso rinvenuti in scavi archeologici sono stati identificati come talismani e oggetti votivi.

Come si legge nelle pagine finali del testo – che ha anche il pregio di portare alla luce aspetti non molto conosciuti – la vera Yukie è nata nel 1903 in una famiglia di origini aristocratiche caduta poi in disgrazia. A sei anni è costretta ad andare a vivere dalla nonna e dalla zia, custodi della cultura orale Ainu. Yukie, cresciuta ascoltando la voce e i canti del suo popolo, parla fluentemente sia Ainu sia giapponese ma la sua vita scolastica, nonostante la sua intelligenza e le sue doti, è segnata dall’emarginazione dovuta alle sue origini.

L’uomo coi baffi che si incontra nella storia è un personaggio realmente esistito: si chiama Kyosuke Kindaichi ed è un linguista interessato a preservare la cultura e il folklore degli Ainu. In Hokkaido conosce Yukie, lei ha diciassette anni e sente tanto il pericolo di perdersi e il bisogno di affermare la sua identità. Questo incontro cambierà la sua vita.

La scelta delle autrici è quella di raccontare la storia al pubblico dei più piccoli (5-7 anni). La sensazione che ho avuto leggendo è che la narrazioni si fermi a un soffio dal triste epilogo che riguarda la scomparsa di Yukie finalmente arrivata a Tokyo, per un problema cardiaco, a soli diciannove anni. L’albo porta però con sé tutta l’intensità della vicenda e permette a Yukie di imprimersi nitida, tenace e coraggiosa, nell’immaginario di ciascun lettore.

IL LIBRO Alice Keller e Maki Hasegawa, Yukie e l’orso (Kira Kira)

 

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