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Allonsanfàn
olimpiadi Vitruviano

Le Olimpiadi del povero Braghettone

Daniele Ricciarelli, da Volterra, sapeva benissimo su cosa stava lavorando, era consapevole che stava tradendo il lavoro del suo maestro, intervenendo in modo così radicale su una delle sue opere più grandi. Immagino che ne soffrisse, ma probabilmente pensava che era meglio che fosse lui, un suo allievo, anzi uno dei suoi allievi prediletti, piuttosto …

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Sinner e il no in Coppa Davis. Perché sbaglia chi lo critica

Sarebbe stato meglio che Jannik Sinner avesse accettato la convocazione per la fase finale della Coppa Davis? Certamente sì, perché con lui in campo l’Italia avrebbe avuto ottime possibilità di alzare il trofeo per la terza volta consecutiva. Ma soprattutto perché ci saremmo risparmiati i leoni da tastiera che hanno inondato i social network di …

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Gruppo Lazio Sport

Nello sport il gruppo fa la differenza, ma in un caso no

Si dice spesso che il “gruppo” fa la differenza, è determinante nei successi di una squadra, sia essa una squadra sportiva oppure un team di lavoro. Vale per una redazione giornalistica, dove spesso si sviluppano dinamiche figlie dell’ambizione e della voglia di emergere, di far carriera. Vale, naturalmente, anche per un’azienda per gli stessi motivi. …

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Correndo per 24H sul pianeta Le Mans

All’arrivo al piccolo aeroporto di Le Mans, entro nella struttura di accoglienza e in cambio della ricevuta di accredito stampata esco con tre bracciali, grigio nero e dorato (il più prezioso, scoprirò poi perché). Poco oltre, seguendo quel logo con un 2 iniziale che richiama la silhouette della chicane Michelin sul rettilineo delle Hunaudières, e …

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Olimpiadi 1968. L’attimo di Norman sul podio con Carlos e Smith

Gli antichi greci tributavano onori quasi divini ai vincitori delle gare sportive: credo con una qualche ragione. C’è qualcosa di sovrannaturale nel gesto perfetto di un atleta: è l’attimo che Mirone è riuscito a rendere eterno nella statua del discobolo. Però gli atleti sono pur sempre uomini e per raggiungere – quando lo raggiungono – …

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Dal tennis ai libri. Le segrete virtù dell’antipatico

Il primo fu Jimmy Connors, divino giocatore di antipatia selvaggia e favolosa. Fu il primo – correvano gli anni Settanta Ottanta del secolo scorso – a mandare affanculo il fair play dei gesti bianchi, a fottersene del politically correct minacciando  l’avversario col dito puntato, entrando nel suo campo a cancellare un punto su cui non era d’accordo, protestando …

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