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Allonsanfàn
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Serie A con Garbo. Le grandi al via nel campionato dei chissà

Dunque, Covid permettendo si riparte, ma non si sa se si arriverà. Troppe le incognite per pensare di toccare senza problemi il traguardo del 23 maggio, data fissata per la fine del campionato. Poi toccherà agli Europei, anche quelli pieni di incertezze.

In questa situazione fare pronostici è un esercizio ai confini della realtà. Anche perché non si sa che squadre usciranno dal calcio mercato, che si concluderà il 5 ottobre. Senza contare che gli stadi sono per il momento chiusi, non si sa se e quando riapriranno e non si sa se e quando torneremo a rivederli pieni. Quindi anche il fattore campo è un’ulteriore incognita.

Occhio anche alle cinque sostituzioni, che sono risultate decisive nella seconda parte dello scorso campionato e probabilmente lo saranno anche nel prossimo.

Ma proviamo ugualmente a immaginare gli scenari possibili di un campionato tanto compresso e complicato.

La Juventus cerca il decimo scudetto consecutivo e l’assalto al sogno proibito della Champions League. Liquidato in fretta e furia l’esperimento Sarri, che ha prodotto due errori: quello di prendere un allenatore estraneo alla storia bianconera e quello di averlo licenziato dopo un anno. Forse Andrea Agnelli dovrebbe fare un esame di coscienza. A partire dall’operazione Cristiano Ronaldo, che ha portato a uno sprofondo rosso senza precedenti nel bilancio della Vecchia Signora senza avere in cambio i risultati sportivi attesi.

Ma il presidente della Juve non sembra avere l’autocritica tra le sue doti più spiccate e quindi non ci aspettiamo che riconosca i propri errori.

Metabolizzato il fallimento dell’operazione Sarri, i bianconeri voltano decisamente pagina affidando la panchina ad Andrea Pirlo, alla sua prima esperienza da allenatore. È una bella scommessa e una grande incognita, perché non è automatico che un grande giocatore diventi un grande tecnico. Come ha dimostrato il più grande di tutti, Diego Armando Maradona, incapace di gestire uno spogliatoio, lui che dello spogliatoio era stato un leader indiscusso.

Neppure Pirlo sa se e come funzionerà questa scommessa. Ma rispetto a Sarri, Andrea parte in vantaggio: conosce bene l’ambiente della Juve e, quando parlerà, Cristiano Ronaldo non si volterà dall’altra parte come faceva con Sarri. Perché il fatto di essere stato un maestro di calcio rende Pirlo subito credibile.

Scopriremo alle prime difficoltà di che pasta è fatto. Ma conoscendo Andrea sin dai tempi dell’under 21 di Claudio Gentile, posso rendere una testimonianza. Quando l’ufficio stampa della Federcalcio ci portava Pirlo, storcevamo un po’ il naso: “Parla a voce bassa, è moscio, non regala mai un guizzo, un titolo” ci dicevamo tra noi giornalisti al seguito. Ma tutti commettemo un errore clamoroso: pensavamo che con quel fisico gracile sarebbe stato spazzato via al cospetto del calcio dei grandi e che le sue doti tecniche non avrebbero potuto emergere. Quanto ci fossimo sbagliati Andrea ce lo avrebbe dimostrato negli anni successivi, non tanto all’Inter, quanto al Milan e poi alla Juventus. Senza contare il suo contributo fondamentale al titolo mondiale dell’Italia nel 2006.

Ecco, andiamoci piano coi dubbi perché Pirlo potrebbe stupirci anche come allenatore.

L’Inter sembra essersi avvicinata alla Juve e potrebbe essere finalmente un’avversaria seria sulla strada dello scudetto. Antonio Conte non può più nascondersi: ora la società gli chiede di vincere in Italia e magari anche in Europa. Altrimenti gli presenterà il conto. La sensazione è che l’Inter sia una polveriera e che la pace siglata qualche settimana fa a Varese tra Zhang, Conte, Marotta e Ausilio abbia soltanto nascosto i problemi interni, che potrebbero deflagrare alle prime difficoltà.

Il Milan ha fatto finalmente un mercato intelligente e ora il nuovo progetto tecnico sembra davvero partito. Tonali è stato un colpo a sorpresa e potrebbe essere il simbolo della rinascita attorno a  un nocciolo duro italiano. Le incognite sono legate a Ibrahimovic e soprattutto alla sua veneranda età. Pioli dovrà dare continuità all’eccellente finale dello scorso campionato, grazie al quale ha mandato a monte l’arrivo di Rangnick. E dovrà anche dimostrare che le sue disastrose seconde stagioni alla guida della stessa squadra sono soltanto una leggenda metropolitana.

L’Atalanta è ormai una splendida realtà del calcio italiano, dall’alto di una solidità societaria che ha pochi uguali. Non sarebbe sorprendente se riuscisse a confermarsi competitiva anche quest’anno, anche se ripetere i quarti di finale di Champions League sembra un capitolo del libro dei sogni.

Il Napoli tutto di Gattuso vuole tornare a sedersi al tavolo dell’Europa che conta. Vedremo se ne sarà capace. E soprattutto vedremo se il vulcanico presidente De Laurentiis saprà stare al suo posto. Visti i precedenti, ne dubitiamo.

La Lazio punta a confermare l’eccellente scorsa stagione. Ma non sarà facile perché le avversarie si sono rafforzate. A oggi il mercato di Tare non è all’altezza di una squadra ambiziosa e il rischio di esporsi a figuracce in Champions League appare concreto. Ma c’è tempo per rimediare, purché Lotito apra il portafogli, attitudine alla quale è storicamente poco propenso.

La Roma ha appena cambiato proprietà ed è un cantiere aperto. Bisognerà capire se partirà Dzeko e arriverà Milik; l’unica cosa certa è che l’assenza di Zaniolo almeno fino a marzo è pesantissima e ridimensiona le ambizioni dei giallorossi.

Ci fermiano qui, in attesa di esprimere giudizi meno approssimativi a mercato chiuso, come si usa dire in borsa.

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