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Cineteca di Milano: in streaming, rari docu sulla Scala che fu (con un po’ di Callas)

C’è un fulminante servizio di Ciac-Cinecronaca del 1958, dedicato – più che a una performance canora di Maria Callas – a una sua apparizione al Teatro alla Scala, alla presenza di personalità istituzionali e del popolo plaudente. Sembra quasi un videoclip ante litteram.

Questo minuto di un antico cinegiornale – si chiamavano così, no? – si può vedere in streaming sul sito della Cineteca di Milano, insieme a spezzoni di opera e docu d’epoca in questi giorni orfani di una vera prima della Scala.

È imperdibile 16 agosto 1946. Così muore Milano, di Luciano Arancio (1984): uno splendido documentario, prodotto da Regione Lombardia e RAI, che illustra i disastri del bombardamento aereo della città.

I fatti vengono rievocati da un testimone, il musicologo Teodoro Celli in un’intervista di Enzo Biagi (proveniente dal programma Questo secolo: 1943 e dintorni) che ci conduce dal teatro in macerie fino alla sua riapertura, con Arturo Toscanini, il Maestro, sul podio.

Enzo Biagi compare anche ne La grande Scala di Sarah Nicora, un docu di 86 minuti del 2014, che raccoglie dalle nebbie del passato reperti storici e le belle interviste del giornalista – in cardigan verde e atteggiamento informale – a divi e dive diventati tali sul palcoscenico scaligero.

Simionato e Freni. Tebaldi e Callas, sfuggente e nervosa. Pippo Di Stefano, esplosivo anche quando ricorda, e Del Monaco. Piero Cappuccilli che narra al cronista come sia stato un azzardo darsi alla lirica, con la famiglia contro, e intanto si appiccica con cura baffi e barba finti prima di uscire a fare il Conte di Luna.

Visti con gli occhi di oggi questi cantanti leggendari, con i loro aneddoti e le loro rivalità spesso gonfiate ad arte, sembrano le divinità di un mondo antico, dove il grande amore della gente comune si è mescolato ogni tanto, quasi per dovere, con la mondanità un po’ tanto farlocca delle prime.

A proposito: un altro servizio di Ciac-Cinecronaca punta la telecamera sul foyer della Scala nel 1961, agguerrito per La battaglia di Legnano, e coglie un De Chirico dal volto metafisico in mezzo a sciure vestite dai sarti di Parigi ma quasi senza gioielli – per tema del fisco – e attrici che non temono la concorrenza di “maliziose fotomodelle”…

Si avverte nel rap tipico dello speaker una nota di delusione, poiché – forse – c’è un filo di mondanità in meno rispetto all’anno prima. Sarà una paura che il boom economico non tenga o già un presagio dell’indimenticabile casino che accadde a Sant’Ambrogio nel 1968?

Per chi desidera più musica, è curioso L’elisir d’amore del 1946, regia di Mario Costa, una cineopera (o un super musicarello?) da Donizetti, come fosse una favola. La fotografia è di Mario Bava.

 

Credit:“Musica – La Scala -“ by federico.soffici is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

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