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Allonsanfàn
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Amos Oz e Giuda, simbolo di tradimento

Confesso che di Amos Oz apprezzo assai di più i saggi piuttosto che le opere di narrativa. Non è un giudizio critico né tantomeno ha pretesa di esserlo. Per chi come me poco sa della vicenda israeliana, Oz era un riferimento capace di fare chiarezza morale prim’ancora che politica: è stato tra i primi a sostenere la soluzione dei “due Stati” per il conflitto arabo-israeliano dopo la guerra dei Sei giorni. Due sue affermazioni danno un’idea della forza del suo carattere e del pragmatismo della sua visione: “Anche un’occupazione inevitabile è un’occupazione ingiusta” e “Non sono un pacifista, faccio parte del campo per la pace”. Per questo la sua scomparsa ha aperto un vuoto: viene a mancare l’intelligenza di un uomo profondamente onesto.

Amos Oz Gesù e Giuda
Amos Oz. Credit: Michiel Hendryckx, CC BY 3.0 creativecommons.org/licenses/by/3.0 via Wikimedia Commons

Ma ben al di là della pur fondamentale questione israeliana, è la profondità con cui Amos Oz affronta l’infinitamente più dolorosa questione ebraica a mancarmi. Mentre la prima riguarda uno dei molti problemi del Novecento in uno spicchio di terra affacciata sul Mediterraneo, la seconda riguarda tutta l’umanità da duemila anni a questa parte. Proprio l’odio per l’Ebreo uccisore di Gesù è il tema di un volumetto di 52 pagine pubblicato da Feltrinelli con il titolo Gesù e Giuda. Saltata l’inutile prefazione di Erri De Luca, si legge nel tempo necessario per attraversare la città in tram, fare un po’ di anticamera a un appuntamento, e tornare a casa.

Amos Oz Giuda e Gesù Feltrinelli

Chi conosce l’interpretazione di Borges sul ruolo di Giuda, chi ricorda il geniale capitolo de Il maestro e Margherita di Bulgakov dedicato al colloquio con Pilato, non proverà stupore per quella che potrebbe sembrare l’ennesima intelligente “rilettura” di Giuda. Ma tale non è. Oz non si limita a offrire un’altra interpretazione per quanto acuta. Va oltre. Riflette sull’odio secolare che circonda il nome e la figura di Giuda, simbolo universale del tradimento per “futili motivi”. Ma Giuda era ricco: perché mai avrebbe venduto il suo amato Maestro per soli 30 denari, circa 600 euro dei giorni nostri, si domanda Oz. Parte da qui la riflessione sull’odio che i cristiani riversano copioso sugli ebrei. “Per uccidere Dio” si domanda Oz “uno dev’essere infinitamente malvagio, ma nello stesso tempo anche incredibilmente potente, addirittura onnipotente. Questa diabolica combinazione, essere totalmente malvagio, ma al tempo stesso possedere poteri mostruosi, essere apparentemente leale, persino devoto, ma al tempo stesso segretamente sovversivo, traditore addirittura, questo è stato il clichè antisemita più comune nel corso della storia”.

“Questo testo” conclude Oz nella postfazione “è basato su un intervento di apertura a una conferenza luterana a Berlino nel 2017”. Inevitabile pensare con ammirazione e invidia all’apertura e alla curiosità intellettuale della comunità luterana tedesca.

Credit immagine in apertura: Via Crucis II – Gesù, tradito da Giuda, è arrestato by brtsergio is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

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