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Vita, genio e arte a pois dell’icona Yayoi Kusama

Fino al 24 Marzo 2024, il Palazzo della Ragione a Bergamo sarà teatro di una mostra dedicata a Yayoi Kusama

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La prima volta che ho visto dal vivo i lavori complessi, semplici e ossessivi di Yayoi Kusama, artista di fama mondiale nata in Giappone nel 1929, ricordo di aver provato sensazioni intense e fisiche: qualcosa aveva a che fare con il vuoto, qualcosa con una forza tanto propulsiva quanto catalizzatrice, qualcos’altro richiamava la tregua.

Ad elettrizzarmi è stato anche l’incontro con il suo mondo-colore e sono proprio il rosso, il giallo, il bianco e nero nelle loro combinazioni i colori che Fausto Gilberti, artista, disegnatore e autore di libri per bambini, ha scelto di utilizzare in Yayoi Kusama, Corraini Edizioni, per raccontare la vita di questa meravigliosa artista: il suo caschetto di capelli rossi, le sue zucche gialle, i suoi tracimanti pois neri. E poi il bianco. Ma chi è Yayoi Kusama, icona, artista d’avanguardia tra le più quotate al mondo che vanta una produzione impetuosa di disegni, dipinti, sculture, installazioni, film, performance? In questo libro Gilberti le dà voce e tratto affinché possa raccontare la sua storia complessa, dolorosa, affascinante e decisamente inconsueta.

Pagina dopo pagina la Kusama di Gilberti costruisce un racconto in prima persona essenziale ma intenso degli elementi centrali del percorso di vita e arte di quella bambina giapponese, figlia di mercanti, che amava più di ogni altra cosa disegnare. Ci sono i luoghi – dal castello di Matsumoto, cittadina dove tutto ha avuto inizio, a New York, dove Yayoi si trasferì nel 1957 a 29 anni, per allontanarsi da una famiglia disfunzionale e repressiva e dare spazio al suo tenace sogno di artista.

C’è la formazione del suo linguaggio, dal desiderio fin da piccola di dipingere (anche ciò che gli altri non vedevano), alla comparsa dei puntini disegnati sulla tela e che dalla tela uscivano per coprire i suoi abiti e anche il pavimento: ripetitività, bisogno di riempire spazi, gesto capace di esorcizzare. C’è l’incontro con Georgia O’Keeffe, che sostiene e aiuta l’inizio della sua carriera, c’è la sua prima mostra e ci sono le idee per nuove opere legate allo spazio, al riflesso, alla moltiplicazione. Ci sono i suoi happenings, la sua arte performativa, i vestiti da indossare in due, il corpo usato come forma artistica di espressione, narrazione, protesta contro la guerra. C’è l’arresto da parte della polizia. C’è anche la sua malattia, che la accompagna sin dall’infanzia e la costringe a rientrare in Giappone: nel 1977, per curarsi, entrerà in una clinica dove ancora oggi – per scelta – risiede. Una malattia che l’autore non nomina, scegliendo di lasciare tutto lo spazio alla cura dell’arte e dei pois.

Il libro di Gilberti su questa artista innovativa, eccentrica e affascinante è delicato e attento, prezioso e intenso e riconferma la sua abilità di raccontare grandi protagonisti dell’arte contemporanea, come già ha fatto con Piero Manzoni, Yves Klein, Jackson Pollock, Marcel Duchamp, Lucio Fontana e ora anche con Banksy.

IL LIBRO Fausto Gilberti,Yayoi Kusama (Corraini Edizioni, testi in italiano e inglese)

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