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Allonsanfàn
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(S)visto per voi. Your Honor e l’eterno ritorno: sempre viva Bryan Cranston

Bryan Cranston è morto. Viva Bryan Cranston. Se Walter White muore, e non può essere altrimenti, alla fine di Breaking Bad, troppo in là si erano spinte le premesse e l’Ordine andava ricostituito (non siamo a Hollywood ma il New Mexico è selvaggio quanto una qualsiasi periferia del Mondo Occidentale, l’opaco negativo di un presunto positivo che produce borderline soltanto copie sbiadite per mancanza di mezzi e libertà vigilata, ma quale underground e controcultura? Solo concime per vecchi animali), che va bene abbracciare deliberatamente il Male sia pur con la scusa del tumore e la paura di lasciare la famigliola senza un cazzo non da mangiare (che un viale Tibaldi ci sarà di sicuro anche ad Albuquerque), ma almeno nella disponibilità di partecipare dignitosamente al gran ballo del consumismo (certo un’esplosione a Zabriskie Point ancora se la sognano gli showrunner della California!), ma il Uolter s’era spinto un po’ troppo in là, prendendoci più che gusto, anzi rivelando a se stesso che anche se di cognome faceva White l’anima era piuttosto Nera, e non meno compiaciuta, e il carisma di Heisenberg rischiava di traviare frotte di ragazzini brufolosi, nati appiccati al debito, indotti a salvare il pianeta per non rompere il cazzo a casa, sardine con la faccia da tonni, e in cuor loro già convinti che se vuoi essere non la miglior puttana, che lì almeno qualche dote in dote la devi possedere, o in rari casi pure la passione, ma il più nababbo del bordello l’unica via più che una laurea in chimica è lo spaccio di sostanza che della forma ormai si abusa sia tra i rampolli della high society sia tra gli chef stellati sia tra gli startuppari multimilionari con terrazza, gli unici modelli di successo (meglio se con tatuaggino samoano e purse tye-dye da tribù che balla con pupo a carico nei supermercati affittati nei nuovi quartieri della gentrificazione italiota: gli zombie non solo a battere sui maniglioni antipanico come in un film di Romero ma perculati e contenti sui social network mentre fabbricano like e cuoricini nel tempo che da schiavi è sempre o libero o uno straordinario non retribuito) se non si ha nemmeno uno straccio di corda vocale alla quale impiccarsi per competere nel nome della sacra trinità (soldi, auto e puttane) con la pletora di rapper ormai più numerosi dei broker ai quali qualcuno dovrà pur consegnare in ecologica bici oltre al menu delivery natalizio pure un qualche trip in serie da pippare poi facendo beneficenza sgasando in fuoriserie.

Your Honor in onda negli Stati Uniti su Showtime, in Italia su Sky Atlantic e NOW Tv

Te la spassi, ma fai una brutta fine, la morale, dal Paese dei Balocchi fino a Gomorra, per contenere l’ansia girardiana da emulazione. Mentre i magistrati fanno il tour delle sette scuole per spiegare che la Legge non va rispettata per bontà di cuore, né per tema della pena, né per senso di comunità – non ci credono più nemmeno loro, tanto da sempre non solo ciò che non è espressamente proibito è implicitamente consentito, ma ciò che è severamente vietato è per ciò stesso massimamente desiderato e, si sa, produce ricchezza anche se non rientra nel Pil – ma perché non è redditizio delinquere: troppe le controindicazioni e troppo bassa la percentuale di successo, argomentano da pifferi ai topolini da laboratorio, a maggior ragione se rapportata a quella di far la brutta fine dopo anni di manovalanza, se proprio si è spericolati, la deduzione, molto meglio mettersi in coda ai concorsi per l’abilitazione a diventar avvocati e poi galoppini in attesa d’essere promossi servitori dello Stato. Giudici, come l’apparente integerrimo Michael Desiato, il nostro Cranston redivivo che dopo aver vagheggiato l’occasione della vita s’è ritrovato a far da ventriloquo al suo pupazzo di successo dopo aver cullato l’illusione di divenire nicianamente se stesso e non mikebongiornianamente ciò che il pubblico si aspetta tu sia: e qui non può quindi che eternamente tornare con gli stessi tic, ammicchi e mossette, e financo coinvolto in altri simili dilemmi. Manterrà la retta via, arbitro in terra del bene e del male, o finirà in un nanosecondo coinvolto in un’altra sarabanda, sulle strade di una New Orleans, che non è quella jazzy and steezy di Treme (capolavoro!), dove il diritto si incrocia con gli affari di famiglie malavitose e delinquere è umano troppo umano soprattutto se sei di colore?

Il drama funziona al solito per errori consenzienti di sceneggiatura (è lo showtime, bellezza, e se non ti accorgi di avere un pezzo di moto incastrato sotto la macchina e il cane nasconde sotto il letto lo straccio insanguinato, vabbé, ma perché mai spifferare il furto d’auto all’investigatrice privata?) così come ogni horror non sta in piedi senza inciampare in azioni che nessuno, tranne “gli idioti dell’orrore”, nelle medesime situazioni, compirebbe mai, né il giallo si risolverebbe se non fosse prima architettato in scaletta per compiacere il lettore (senza motivazioni l’omicidio è perfetto, non ha bisogno di narrazione).

La risposta è già nella faccia paracula dell’embarassing wiseass quando sorpreso a gettare le prove del reato nel Mississippi risponde con la patta aperta all’agente di polizia che stava solo pisciando per un tumore (again!) alla prostata. Mentire per salvare la pelle a un figlio pare certo socialmente accettabile, al pari di confessare l’accaduto, prendersi le responsabilità e scontare la pena (“Yes… you can. You have to… and you will. Or we die”) anche incastrando un altro, soltanto presunto innocente, che siamo tutti vittime di questo mondo, e non ci salva certo il colour-blind casting, disposto dietro tornaconto pure a dichiararsi colpevole, tanto se non è una gabbia è una voliera, ma il rischio della menzogna è che ti riveli ancora e di nuovo a te stesso “and wherever you are you will be found”.

Senza l’artificio di una morale pubblica, protetto dall’anello di Gige dell’anonimato, l’individuo sceglie ciò che è più vantaggioso per sé, i confini tra cosa giusta e criminale si fanno più sfumati, in una casa shotgun puoi anche vedere cosa succede in bagno e oggi può anche essere ieri. Being Michael Desiato. O Dylan Thomas. Sempre Bryan Cranston. Viva Heisenberg!

  • Su Sky Atlantic dal 24 febbraio 2021 e NOW Tv
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