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Allonsanfàn
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Quando eravamo tutti uniti sotto lo striscione per Guido Rossa

Ho rivisto, su Rai 3, le immagini del funerale a Genova di Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse. Era il 27 gennaio 1979. Hanno inquadrato per un attimo il grande striscione di Piombino. Quel giorno c’ero anch’io, sotto la pioggia battente, con i compagni e le compagne stretti l’uno all’altro per difendere la scelta del comunista Guido Rossa e di tutto il Pci contro il terrorismo: in difesa dello Stato, della Repubblica e della Costituzione.

Come abbiamo fatto a rompere quell’unità mi pare impossibile. Ci univa una “certa idea di socialismo”, quella di Berlinguer, che poi si è persa. Ci sarebbe molto da discutere, ma io non posso rinunciare al cemento di quella idea che ci teneva uniti.

Ovunque siano, quelli sono miei compagni e mie compagne così come lo erano stati i ragazzi dalle magliette a strisce che a Genova e in tutta Italia, negli anni ’60 (richiamati alla mobilitazione da Pertini non ancora Capo dello Stato), manifestarono contro un governo sostenuto dai neofascisti che volevano celebrare il congresso Msi proprio nella città della Lanterna, medaglia d’oro della Resistenza. Il presidente del consiglio Tambroni fece sparare sui dimostranti. Ci furono vittime, feriti e alcuni morti da Reggio Emilia a Licata, ma il governo Tambroni dovette dimettersi.

Dopo questi ricordi ho cancellato gli ultimi due post su Facebook che ho sul Pd. Non voglio infierire su coloro che provano adesso l’esperienza del Pd, né su chi ci ha provato ieri e poi ha deciso di rinunciare, né su chi si è allontanato anzitempo dal Pci sotto il peso del crollo del muro di Berlino che, nel 1989, non riuscì più a reggere la sua insostenibile gravità.

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