UN BLOG
IN FORMA DI MAGAZINE
E VICEVERSA

Allonsanfàn
{{post_author}}

In margine a un’elezione. Ricordando Gronchi e i morti di Reggio Emilia

Ricordo che nel 1960 il Presidente della Repubblica Gronchi dette un incarico a Tambroni (Dc) che, però, poteva governare solo contando sul sostegno dell’Msi. L’Msi convocò una specie di “congresso neo fascista di rivincita” a Genova (città medaglia d’oro della Resistenza) e molta parte d’Italia manifestò contro. Ci furono feriti e morti da Reggio Emilia a Licata. Alcuni membri del governo si dimisero e, infine, cedette anche Tambroni. Non mi pare che Gronchi avesse fatto bene e senza forzature il suo lavoro. Aveva dato l’incarico a Tambroni dopo altri tentativi, ma senza che precedessero ulteriori consultazioni. Tambroni, difatti, aveva ottenuto la fiducia alla Camera col solo voto di Dc e Msi.

Mattarella, dopo le consultazioni non servite per dare vita a un Conte ter, come Gronchi ha dato l’incarico a Draghi senza farlo precedere da ulteriori consultazioni, ma il governo ha trovato un’ampia fiducia in entrambe le Camere… e cos’altro poteva accadere con la seconda ondata di pandemia in corso, il Pnrr da approvare e, per di più, alla vigilia del semestre bianco con l’impossibilità di sciogliere le Camere e tornare al voto. Così Draghi è passato senza colpo ferire. Adesso che scade il mandato del Capo dello Stato e finisce il semestre bianco, tuttavia, si può andare al voto anticipato già nel 2022 o, comunque, senz’altro nel 2023 per fine corsa della legislatura.

Come poteva non esserci, oggi, questa confusione per l’elezione del nuovo Capo dello Stato e l’eventuale sostituzione del Presidente del Consiglio? Credo che si dovesse pensarci prima. Molto prima.

Credit: Dozza ai funerali di Reggio Emilia by Il Fatto Quotidiano is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

I social: