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Allonsanfàn
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Last of Us. Metti un uomo e una ragazza nell’Apocalisse

Su MUBI, mi avvisano cortesemente via mail che è disponibile The Road, buon film tratto dall’oggi redivivo guru texano Cormac McCarthy. La trasposizione cinematografica di questo (credo) terz’ultimo testo del maestro, si fonda sull’attrazione di un “gioco di coppia” molto battuto da scrittori e sceneggiatori, fin quasi a divenire un topos inflazionato.

Eccolo. Il rapporto tra un padre e un figlio adolescente – ma potrebbero essere una madre e una figlia o una coppia adulto/giovane di sesso diverso (e lasciamo per un attimo in pausa le tematiche Lgtb) che, insieme, affrontano uno scenario da Apocalisse o da post Apocalisse.

Ho guardato The Road di John Hillcoat e il suo tandem formato da un vecchio (insomma vecchio, parliamo pur sempre di Viggo M.) e un ragazzino che percorrono a piedi gli Usa nella speranza di raggiungere a sud un clima meno pestifero, mentre consumavo voracemente le nove puntate di Last of Us, prodotto da HBO (da noi in onda su Sky Atlantic). Qui il serial horror di “strana coppia” coinvolge un adulto senescente ma ancora in ottima forma e una ragazzina che sboccia alla vita; non proprio padre e figlia, i due infatti si conoscono appena, vengono a incontrarsi per un caso della loro maledetta vita da superstiti (o da predestinati), e si combattono a lungo, ferocemente, diffidando l’uno dell’altro, durante la loro missione di sopravvivenza. Tutto ciò prima di trovare un equilibrio che, oltre a quello parentale, ammicca – ammicca soltanto, per carità, o così mi è sembrato, ma non vorrei parere troppo malizioso – a una remotissima e comunque irrealizzabile chance sessuale.

È persino banale spiegare il successo di simili coppie amate da loro (gli scriventi) e da noi (gli spettatori). Forniscono infatti immedesimazione a due tipi di pubblico di età diversa (adulto e adolescenziale) mentre ritraggono, col coltello alla gola della suspense dovuta a una catastrofe planetaria (il fattore sci-fi è la benzina sul fuoco), il complicato e spesso conflittuale avvicinamento tra genitori e figli, e viceversa.

Non per niente, mi è parso che Last of Us pulluli nelle figure laterali, oltre che di un numero incalcolabile di zombie (i mostri dello spirito che impediscono un accordo tra il grande e la piccola?), di possibili aiutanti ma per lo più inetti o dannosi: psicologi col sangue agli occhi, carismatici falsi preti, assistenti sociali deragliati…

Certo. Ora potrei cercare altre coppie scritte o filmate – per esempio nel recente Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro in vena di sci-fi primitiva – o scovare l’Urtext di questa lunga e fortunata storia di crescita tornando alle fosche fiabe interpretate psicoanaliticamente (dal punto di vista dell’integrazione tra Io, Super Io ed Es ) da Bruno Bettelheim; oppure ancora affermare che storie così potrebbero avere a giusto titolo per colonna sonora canzoni nostrane come Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini o Il gigante e la bambina di Pallottino-Dalla (una versione casta e una versione spinta, entrambe non apocalittiche ma metafisiche)… Googlo un po’ e poi vi dico.

Nella foto, i protagonisti della serie, Pedro Pascal e Bella Ramsey. Last of Us è l’adattamento tv dell’omonimo videogioco dello studio Naughty Dog

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