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Allonsanfàn
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Io capitano, il film necessario di Matteo Garrone

Il giornalista di destra guarda con occhio febbrile il nuovo film di Matteo Garrone, Io capitano, in mostra a Venezia. Vi cerca del buonismo cheap veltroniano da mettere alla berlina. D’altronde lui, cinematograficamente, in fatto di Africa magari è rimasto fedele ai Cannibal movies dei nipoti di Jacopetti…

Scherzo, e be’ sì, il film di Garrone che si apre su Dakar, raccontando il desiderio di fuga di due ragazzini verso l’idealizzato Occidente di cui portano la maglia – quella del Barcellona o uno straccio qualsiasi siglato Nike – si abbevera probabilmente a qualche oasi di cliché frammista alla desertificata realtà di una cruda e crudele vicenda migratoria.

D’accordo, ma a Garrone non si può chiedere di esibire la tachicardia documentaristica dei fratelli Dardenne. È un regista visionario, di vasti spettacoli: e inscena adesso un’avventura che, pur vera, pur svolta su un tema reale e cruciale, può entrare senza deteriorarsi troppo nel romanzesco del cinema popolare. Garrone ha fatto Pinocchio – la storia di un fisico e morale cambio di stato e di status – oltre a Dogman e s’intende di fantastico, ha filmato i racconti di Basile. Prova ne è che anche ora tenta di restituire l’incanto del magico in due sequenze simboliche – e sono, forse, semplicemente il tentativo di avvicinare un’altra cultura lontana dalla nostra, cultura che non ci sogniamo nemmeno di conoscere o tanto meno di approfondire.

Comunque. Non può mancare neanche l’applauso della più cinica platea a questo spettacolare tranche de vie, mentre il mare prova a sommergere i nostri due giovani eroi come prima avevano cercato di fare le sterminate dune roventi, alleate con uomini malvagi, o forse solo al soldo di un’indolente ferocia – tranche de vie che si chiude sul primo piano del viso di uno dei due ragazzi, il quale crede di essere arrivato in un posto sicuro, dove attraccare i suoi sogni e le sue speranze per il futuro. E invece è finito in Italia…

Si può discutere tutto di questo film di Matteo Garrone – e il giornalista di destra va a nozze surfando sullo squallore umano della sua parte politica – ma Io capitano oggi è un film necessario.

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