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Half Man di Richard Gadd, un brutale faccia a faccia di maschi tossici

Tutto si risolve o non si risolve – e rimane nell’aria come una fluttuante minaccia per le sei ore in cui dura la miniserie HBO – nei trent’anni di faccia faccia tra i due quasi fratelli: identico padre, madri diverse, lesbiche tra l’altro e conviventi.

La storia, ambientata a Glasgow, corre tra il 1987 e il 2014, si spalanca sul confronto finale (durante un matrimonio alla scozzese) e poi fluisce in infiniti andirivieni temporali, adatti a moltiplicare la suspense, mentre esplora il complesso (molto di più!) rapporto tra Niall Kennedy e Ruben Pallister.

Half man

Niall Kennedy (Jamie Bell) è gay e da subito omofobo verso se stesso: prima di svelarsi vizioso e vigliacco, butta via la possibilità di scappare (a Oxford) e resta illuminato soltanto da un’illusoria idea proiettiva, quella di redimersi diventando uno scrittore di successo. Ruben Pallister (Richard Gadd, proprio lui, ma ora assai palestrato) è invece un fighter fin da piccolo, un macho ignorante e asociale dallo sguardo torvo, che da quando è nato distrugge regolarmente la vita di Niall mentre forse ne è sottilmente dominato (Niall è un professionista dell’autocommiserazione). Ma comunque: Ruben ha con sé la forza inarrestabile dell’accesso d’ira funesta che lo rende sempre pericoloso, sul punto di scoppiare – e infatti finisce presto in galera per aver preso dei ragazzi a calci in faccia, ma non un calcio, semmai dieci, venti…

Richard Gadd, che è anche soggettista e sceneggiatore della miniserie, con Half Man ha proseguito la sua scontrosa e un poco antipatica carriera nel solco del disagio: dopo lo stalking di Baby Raindeer, ha affrontato un quasi incesto queer. Half Man è uno script a tema, un survoltato e minuzioso (compiaciuto?) racconto sulla mascolinità tossica che pare incominciare dove finisce un’altra serie britannica di grido, Adolescence. Questa volta però, visti i casini legali di Baby Raindeer, Gadd non si è ispirato alla vita reale.

Ma dicevamo: al di là della trama, montata e rimontata con abilità, e presentante tutti i motivi per cui i quasi fratelli sono legati o slegati, il punto forte del copione sono le lunghe tirate dei due, i momenti in cui finalmente – ma noi spettatori temiamo sempre lo scoppio di violenza – si parlano: occhi truci, bava alla bocca (Ruben), labbra serrate, occhi che fuggono (Niall), forse perché potrebbero vedere più acutamente nello squallore… La sfida di Gadd scrittore consiste nel dimostrare che Niall è ugualmente tossico e forse persino peggio di Ruben, il quale è volutamente costruito come un personaggio elementare, un cattivo quasi caricaturale, tanto pare di facile decifrazione.

Ha raccontato Bell al Guardian che era preoccupato dal dover girare “quelle dannate scene di dialogo di 16 pagine, in cui devi esprimere emozioni in modo così intenso. Nei giorni in cui il mio personaggio doveva fare sesso con sconosciuti, pensavo: ‘Grazie a Dio!’”. Ecco, ha detto tutto. Buona visione.

Half Man è una miniserie tv anglo-statunitense ideata e scritta da Richard Gadd e diretta da Alexandra Brodski e Eshref Reybrouck. La miniserie ha debuttato il 23 aprile 2026 su HBO e il 28 aprile su BBC One

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