Ci sono immagini che raccontano fatti. E ci sono fotografie che, oltre a raccontarli, chiedono di fermarci a guardare.
È questa la prima sensazione che si prova visitando la mostra Werner Bischof. Point of View, al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano. La mostra è curata da Marco Bischof, figlio di Werner, da Andréa Holzherr e da Tania Kuhn. Allestita in occasione dei 110 anni dalla nascita del fotografo svizzero, raccoglie oltre duecento stampe.
Davanti agli scatti del fotografo svizzero il tempo sembra rallentare. Non ci si trova soltanto davanti a fotografie di guerra, di viaggio, di povertà o di vita quotidiana. Ma davanti a persone, volti, gesti e paesaggi osservati con uno sguardo capace di unire la precisione del documento alla sensibilità del racconto.

Bischof, nato a Zurigo nel 1916 e scomparso in un incidente stradale sulle Ande, in Perù, nel 1954 a soli 38 anni, ha vissuto in un mondo in profonda trasformazione. Dopo le esperienze nell’Europa devastata dalla Seconda guerra mondiale, il suo obiettivo si è spostato in India, Giappone, Corea, Hong Kong, Indocina, fino alle Americhe. Dal 1949 è stato membro di Magnum Photos, l’agenzia che ha riunito alcuni dei più importanti fotografi del Novecento.
Ciò che colpisce è il modo con cui Bischof ha guardato questi luoghi. Non soltanto “catturando” la realtà, ma entrando in relazione con essa. Anche nelle situazioni più dure è attentissimo alla dignità delle persone, senza mai utilizzare la sofferenza come spettacolo.

Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sezioni cronologiche che ripercorrono le tappe fondamentali della carriera di Bischof: Svizzera 1932-1944 racconta gli anni della formazione e le prime sperimentazioni; Europa 1945-1950 raccoglie foto che documentano l’Europa devastata dalla seconda guerra Mondiale; Asia 1951-1952 raccoglie i reportage realizzati in Asia tra il 1949 e il 1953; Nord e Sud America 1953-1954 testimonia l’ultima fase di ricerca di Bischof, nel continente americano.
La mostra riunisce 200 fotografie vintage originali, affiancate da contact sheets (provini) e da un documentario.
«Attraverso l’opera di uno straordinario fotografo del secolo scorso, la mostra offre ancora oggi uno sguardo capace di parlare al presente» dice Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano Carlo Maria Martini. «Werner Bischof con la sua fotografia testimonia incessantemente l’importanza di guardare il mondo con consapevolezza e curiosità e di entrare in sintonia con tutta la realtà, dai grandi avvenimenti della Storia fino agli aspetti apparentemente più marginali ma anche il desiderio di restituire il senso più profondo delle cose”.

«Milano è una città importante per la mia famiglia» racconta Marco Bischof, co-curatore della mostra e direttore di Werner Bischof Estate «È qui, in un ostello, che i miei genitori si sono conosciuti e innamorati esattamente 80 anni fa, nel 1946. Erano entrambi soli: mia madre Rosellina stava andando a Rimini, dove avrebbe lavorato in un orfanotrofio, mio padre sarebbe partito poco dopo per la Grecia. Ed è qui a Milano che mia madre, grazie al ricco archivio che lui aveva lasciato, ha scelto di organizzare la prima mostra dopo la sua morte. L’eredità di mio padre dimostra che solo le opere realizzate con tutto il cuore hanno un senso».
Forse è proprio questo il significato più interessante del titolo Point of View: il punto di vista non è soltanto la posizione da cui il fotografo scatta. È il modo in cui decide di stare davanti al mondo.
A più di 70 anni dalla sua morte, il mondo è cambiato, i luoghi sono cambiati, la fotografia stessa è cambiata. Ma lo sguardo di Bischof verso l’altro conserva una forza sorprendentemente contemporanea. E uscendo dalla mostra, ci si porta dietro la consapevolezza che fotografare non significa soltanto vedere. Significa, prima di tutto, imparare a guardare.
- WERNER BISCHOF. Point of View A cura di Marco Bischof, Andréa Holzherr e Tania Kuhn. Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini (piazza Sant’Eustorgio 3) fino al 18 ottobre 2026. Catalogo Dario Cimorelli editore. Tutte le informazioni su www.chiostrisanteustorgio.it
- Foto in apertura: Werner Bischof, The Bharat Natyam dancer Anjali Hora at her morning toilet, Bombay, India, 1951 © Werner Bischof / Magnum Photos



