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Allonsanfàn
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In prima linea: la guerra nell’obiettivo di 13 fotoreporter

Come si racconta una guerra? Me lo sono chiesto tante volte leggendo di conflitti vicini e lontani e documentandone anche alcuni.

Non so quale sia la risposta giusta ma su una cosa posso essere certa. Non c’è come un’immagine, una fotografia per raccontare quello che mille parole non racconteranno mai.

Per questa ragione consiglio di seguire il documentario In prima linea di Matteo Balsamo e Francesco Del Grosso che tratta la front line attraverso l’obiettivo di tredici fotoreporter: Isabella Balena, Giorgio Bianchi, Ugo Lucio Borga, Francesco Cito, Pietro Masturzo, Gabriele Micalizzi, Arianna Pagani, Franco Pagetti, Sergio Ramazzotti, Andreja Restek, Massimo Sciacca, Livio Senigalliesi, Francesca Volpi. Dall’invasione dell’Afghanistan nel 1979 fino alla Siria dei giorni nostri, il film “fa vedere” le guerre nei Balcani, in Africa, nel centro e nel sud America, in Libano, in Cecenia, nel Golfo e nel Donbass.

 

Proiettato la prima volta nel settembre scorso al Matera Film Festival, In prima linea viene ora presentato al MyART International film festival di Cosenza che si tiene dal 9 al 12 dicembre online. Si tratta di una manifestazione che ha un’attenzione particolare per i lavori di giovani registi, le nuove tendenze e i nuovi linguaggi audiovisivi provenienti dai Paesi affacciati sul Mediterraneo. Approfondendo temi legati all’immigrazione, all’integrazione e all’intercultura.

«Nel lavoro di documentarista spesso sono le storie che ti vengono incontro, quasi ti cercassero» spiega Francesco Del Grosso, uno dei due autori. «Così è successo a noi, che siamo riusciti a realizzare una produzione assolutamente indipendente, che ci ha permesso di lavorare in maniera molto libera».

film In prima linea

Il film va visto come una mostra collettiva, un lavoro corale. «Sono 14 fotoreporter di generazioni, stili, formazioni, approcci e provenienze differenti» dice Del Grosso. «Tra loro quattro donne, a scardinare il pregiudizio che si tratti di un lavoro solo per uomini. Il documentario parte dalle esperienze dei singoli nei teatri di guerra per comporre un ritratto corale che affonda le sue radici nel perché di un mestiere così rischioso, ma al contempo importantissimo per il racconto della realtà. A spingerci è stata proprio la volontà di provare ad abbattere gli stereotipi presenti nell’immaginario comune, che li vede come dei superuomini e delle superdonne senza paura e mossi dall’adrenalina. Per farlo abbiamo scelto di rivolgere il nostro sguardo verso l’essere umano che c’è dietro l’obiettivo della macchina fotografica, con tutto il carico di emozioni e di “cicatrici” invisibili al seguito».

In prima linea è stato realizzato da Giotto Production in collaborazione con Merry-Go-Sound, la fotografia curata da Gianluca Sacchi, il montaggio da Roberto Mariotti. Le musiche originali sono di Paolo Fosso, mentre il suono è stato realizzato da Pablo Pulidori, Mauro Lafratta, Roberto Marelli e Daniele Guarnera si è occupato del sound design e mix.

(aggiornamento 25 maggio 2021) In prima linea ha vinto il premio per il miglior documentario al decimo International Filmmaker Festival of New York. È il miglior film della sezione Asti Doc dell’Asti Film Festival, ed è finalista al Sezze Film Festival. Qui trovate gli appuntamenti nelle sale italiane e i nuovi riconoscimenti.

 

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