UN BLOG
IN FORMA DI MAGAZINE
E VICEVERSA

Allonsanfàn
{{post_author}}

La pubblicità della Forma in 300 opere di Andy Warhol

A Milano la Fabbrica del Vapore ospita, fino al 26 marzo 2023, la mostra La pubblicità della Forma, più di 300 opere di Andy Warhol (Forest City 1928 – New York 1987). La mostra è a cura di Achille Bonito Oliva con la collaborazione di Edoardo Falcioni.

Osservare le opere senza conoscere l’autore nel caso di Andy Warhol è pericoloso.

Il rischio, infatti, davanti ai suoi quadri (che piacciano o meno) è di pensarli come un’arte facile e seducente. Soggetti famosi ci guardano negli occhi, sotto una patina di colore che li fa apparire scintillanti, quasi un biglietto d’invito per un mondo fantastico, in cui perdersi da eterni festaioli.

Meglio allontanare l’idea di Wharol come maestro della Pop Art, padrone e prigioniero delle regole della comunicazione.

Andy Warhol è uno dei personaggi più complessi della storia dell’arte contemporanea.

Fin da bambino è stato perseguitato dal desiderio di avere un amico, che lui interpretava come qualcuno che ti racconta i suoi problemi. Ma, per sua ammissione, nessuno si confidava con lui. Nemmeno nei primi anni trascorsi a New York, al seguito di Philip Pearlstein, suo compagno alla scuola d’arte del Carnegie Institute of Technology  di Pittsburgh, famoso autore di disegni pubblicati dalla rivista Life.

Ci sono voluti il successo e la fama perché, ormai contro ogni suo desiderio, si formasse “un codazzo” di persone al suo seguito. Dopo tutto, ricorda Warhol, appena si smette di desiderare una cosa, la si ottiene.

Andy Warhol La pubblicità della Forma Fabbrica Vapore Milano
Self-Portrait (Fright Wig), ca. 1986, Acetato fotografico, 91.4 x 77.5 cm, Collezione Privata

Intanto Andy sceglie come amici i simboli della nuova comunicazione: la televisione e poi il registratore, destinato a diventare “sua moglie”. L’artista ne è affascinato, ma senza mai tradire se stesso, incerto di piacere e insicuro di essere accettato. Strumenti come la tv, le pellicole cinematografiche e le canzoni, nelle sue mani si trasformano in giocattoli, capaci di non farlo sentire solo. Proprio come le bambole da ritagliare che la madre, moglie di un minatore e a cui Warhol era legatissimo, gli comprava quando, a otto anni, era costretto a letto dal suo primo esaurimento nervoso.

Warhol decide presto di sostituire l’arte con l’art business. Scrive: “Fare soldi è un’arte, lavorare è un’arte, fare buoni affari è la migliore forma d’arte. Nascere è essere rapiti. E poi venduti come schiavi. La gente non fa che lavorare”.

Sfonda nella Pop Art con opere artistiche o “prodotti commerciali”, qualcuno li ha definiti anche così, che celebrano l’essenza del sogno americano. Ci si può credere o meno, ma Andy Warhol racconta che negli Stati Uniti il ricco compra le stesse cose del povero e, mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che il Presidente la beve, Liz Taylor la beve e anche tu puoi berla. E tutto questo è molto americano: fingere che tutti siano uguali e che tutti amino tutti.

Andy Warhol La pubblicità della Forma Fabbrica VApore Milano
Campbell’s Soup (Tomato), 1968, Serigrafia su carta, 58/250, 88.9 x 58.4 cm, Collezione Privata, Monaco

È la serigrafia uno dei segreti del suo successo, un particolare tipo di stampa grazie al quale, in poche parole, il disegno viene impresso e trasferito come timbro sulla tela. Quindi nasconde o elude il coinvolgimento dell’artista. Non c’è commento, è l’affermazione dell’impersonalità. Com’è distante l’ammirazione europea per la mano del maestro.

Un ampio segmento della mostra è dedicato al tema dei ritratti. Ci sono i travestiti, che Warhol incontra nei locali per omosessuali e che definisce “archivi ambulanti dell’idea di femminilità”. Soggetti sconosciuti che diventano eterni e aulici grazie alle sue serigrafie. Un omaggio che Warhol fa alla forma d’amore che più gli piace. Scettico nei confronti del matrimonio, percepisce una cospirazione dei coniugati nel nascondere che non è affatto meraviglioso essere sposati e fare sesso. L’artista crede nei fidanzamenti lunghi, si fa sempre accompagnare da un fidanzato, che chiama B. con un simpatico gioco di lettere, un B. sarà sempre accanto ad A., a Andy, consapevole tuttavia che il prezzo più alto dell’amore è avere sempre qualcuno che ti sta attorno, e non potersene stare in santa pace.

Andy Warhol La pubblicità della Forma Fabbrica Vapore Milano
Drag Queen (Helen/Harry Morales), 1975, Serigrafia su carta, Unique, 94.9 x 74.9 cm, Collezione Privata

E poi le Marilyn, le Liz, gli stilisti italiani, le principesse. Gli idoli che Warhol frequenta.  Affascinato dalla gente con un bel sorriso, di Marilyn Monroe dice che “le sue labbra sono molto fotografabili e di conseguenza non baciabili”, meglio baciare delle labbra senza trucco.

Il volto di Marilyn, ripetuto in mille colori, proposto in primo piano a riempire lo spazio della tela, pare un’icona bizantina.

O una fotografia tombale.

Se ci si ferma di fronte si può scorgere, dietro il luccichio del colore, una forma di disperazione affine a quella che non ha mai abbandonato lo stesso artista. L’ossessione della morte è trasferita nell’ossessione per il ritratto.

Un accenno merita poi l’immagine della sedia elettrica, proposta perché il pubblico, allora come adesso, è attratto dalla sciagura.

Interessante anche la ricostruzione del suo studio a New York, la Factory, dove si sono incontrati artisti e personaggi all’alba di una grande fama. I cuscini volano ricoperti di alluminio, ovvero d’argento, il colore preferito da Warhol perché allude allo spazio. È anche il colore amato dai fotografi, e i ritratti di Warhol nascono sovente da un frammento fotografico.

Andy Warhol La pubblicità della Forma Fabbrica Vapore Milano
Andy Warhol’s Velvet Underground featuring Nico, 1970, LP originale autografato, Collezione Privata

Infine le scatole, l’oggetto industriale, il cubo, che per i pittori e gli scultori di tradizione modernista è associato all’idea del nudo o dell’accademia e rimanda a un’auto-interrogazione sul problema della forma.

Insomma, un’affascinante rappresentazione del suo mondo, con tutti i suoi idoli, in mezzo ai quali Warhol sapeva stare. Pur rimanendone, dentro di sé, molto lontano.

La mostra. Andy Warhol. La pubblicità della Forma. promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura e Navigare, curata da Achille Bonito Oliva con Edoardo Falcioni per Art Motors, Partner BMW. Fino al 26 marzo 2023, aperta tutti i giorni.

In apertura: Marilyn, 1967, Serigrafia su carta, 189 / 250, 91.4 x 91.4 cm, Collezione Eugenio Falcioni

  • Di Warhol su Allonsanfan abbiamo parlato anche a proposito di un docu di Netflix e di una stravagante crociera
I social: