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Fornaro. Così nacque il fascismo (e così potrebbe tornare)

L’editore Bollati Boringhieri l’ha pubblicato a settembre 2022. In pochi mesi 50 presentazioni, convegni, eventi, apprezzamenti e discussioni a più voci. Sono questi i primi riscontri del saggio di Federico Fornaro, Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922).

Da una attenta e non frettolosa lettura emerge la ragione del consenso.

Ancora una volta Federico Fornaro, dopo vari saggi sul voto elettorale in Italia, sull’astensionismo e la partecipazione elettorale, sul referendum del 1946 (saggio edito sempre da Bollati Boringhieri nel 2021), ci offre qui un saggio storico rigoroso e a pari tempo intriso di etica civile.

Negli ultimi due anni il giornalismo di ricerca e la storiografia accademica hanno prodotto e pubblicato molto sui temi del fascismo, dal suo esordio e poi fino all’affermazione di regime autoritario. Si sono poi mescolati romanzi, ricostruzioni fra memorialismo e documentazioni diaristiche. Non sono mancati espedienti fantasiosi di negazionismo da un lato, ed esaltazione incongruente dall’altro lato, per protagonisti e vicende violente del fascismo.

Si dice che tutto ciò avviene perché non si sono ancora regolati del tutto i conti con il fascismo in Italia. L’ultimo libro di Fornaro non accoglie solo questa considerazione, ma aggiunge molto di più. Per Fornaro, come avvenne con la nascita del fascismo tra il 1919 e 1922, oggi vi possono essere contesti favorevoli per il sorgere di una forma strisciante di obsolescenza della democrazia sostanziale e rappresentativa. Vi possono essere approdi inattesi e sconosciuti.

I primi quattro capitoli (L’onda rossa, La febbre rivoluzionaria, L’onda nera, La risacca nera) realizzano una ricostruzione storica del breve e concitato periodo 1919-1922 arricchita da documenti, citazioni testuali di protagonisti e oppositori del regime, attingimenti a studiosi fino ai giorni nostri, allegazioni di tabelle e schemi elettorali.

Fornaro Il collasso di una democrazia

L’autore mixa efficacemente la successione cronologica dei fatti e degli attori in scena con una saggia e chiara contestualizzazione. Nelle pagine dei primi quattro capitoli, Fornaro ci offre una lettura ragionata del fascismo agli albori e poi repentinamente affermatosi, lettura che sarà poi portata a tesi nel capitolo quinto, titolato Il collasso strutturale.

Ecco le evidenze che Fornaro coglie e motiva da storico: il fascismo trasse alimento certamente nel clima sociale ed economico post bellico, con famiglie disperate e alla fame, con reduci e ex belligeranti e interventisti assetati di riscatto e autorevolezza, talvolta di miti; il fascismo utilizzò come sponda motivazionale il non monolitico affermarsi delle sinistre e del miraggio bolscevico; il fascismo, sottolinea efficacemente Fornaro, si affermò in poco tempo perché venne da tutti sottovalutata la sua potenzialità aggressiva e alternativa alle istituzioni; il fascismo ebbe successo immediato perché troppi hanno fatto silenzio e si sono illusi di una soluzione neutra con Mussolini; il tutto, reso più drammatico, con lo squadrismo in crescendo, con la violenza programmata e finanziata anche da industriali e proprietari terrieri come risposta unica al disordine sociale ed economico.

Fornaro è molto esplicito. I troppi silenzi e debolezze hanno aperto un’autostrada al fascismo: la Monarchia e il grande capitale attesero e non intervennero, Giolitti e il modello liberale delle istituzioni balbettarono, anche la Chiesa assistette se non osservò con speranza.

I partiti della sinistra, fra congressi interni e condizionamenti internazionali, nella fibrillazione fra massimalisti e riformisti, non portarono a successo duraturo le ottime affermazioni nelle elezioni politiche del 1919 e in alcune amministrative; la vera e grande novità della presenza del partito popolare di Sturzo alimentò speranze e riferimenti in molte aree periferiche del Paese, ma poi come per la sinistra seguì la fase dell’irrilevanza politica e organizzativa a livello nazionale.

Ancora una volta, anche Fornaro conferma come gli accadimenti storici, epocali e periodizzanti derivino dal mancato sincronismo fra tensioni e risposte, fra attese e proposte, fra assenza di potere e leadership o autorevolezza.

Fornaro Il collasso di una democrazia
Federico Fornaro

Nel capitolo quinto abbiamo l’esposizione del paradigma finale dell’interpretazione di Fornaro.

La nascita e l’affermazione del fascismo furono il derivato del collasso strutturale del sistema politico istituzionale e non solo a ragione della crisi dello Stato liberale. Per Fornaro, crollò il sistema come crollò il Ponte Morandi, per collasso interno e radicale, mutuando una similitudine ingegneristica.

Si erano indebolite tutte le fiducie nelle istituzioni, dalla periferia al centro; crebbe la tensione verso il potere della pubblica amministrazione, dell’imprenditoria e dei proprietari agrari. Proprio nel dissenso diffuso il fascismo fece breccia. Vi fu una dissoluzione generale della società italiana; vi fu l’incontro fra l’opera fascista di delegittimazione delle istituzioni democratiche con, sull’altra riva, l’avversione alla democrazia borghese dei massimalisti della sinistra. La classe dirigente liberale, segnata dagli eventi bellici, prese paura del rilancio dei partiti di massa, delle varie leghe e del sistema cooperativo, delle tensioni in fabbrica.

La marcia su Roma del ’22 non affermò il fascismo, ma diede un timbro aggiuntivo a un capovolgimento strisciante e violento già avvenuto.

La storia e l’attualità, infine, si incrociano nel capitolo sesto, titolato Avviso ai naviganti.

Fornaro, dopo avere ricostruito e analizzato il periodo 1919-1922 da storico non militante e consapevole di come la storia fatta da uomini possa ripetersi o rieditarsi in nuova versione, ci suggerisce alcune avvertenze etiche e di civile partecipazione.

Seguendo il pensiero dell’autore, di fronte alla diffusa malattia dell’oblio, all’affermarsi di campagne orchestrate di riscrittura della storia per simpatia ideologica e revisionista, alla semplificazione grezza della comunicazione per titoli e mai per argomenti, all’appiattimento e all’omologazione culturale e di costume, si deve competere con la vera storia fatta di coraggio, di tenacia, di rigore, di studio e di coscienza storica libera.

Oggi, suggerisce Fornaro, vi può essere un fascismo di ritorno nostalgico e schiettamente fuori corso, ma sempre pericoloso, che rilancia il concetto di Stato e Nazione, che ostenta idee, simboli, gesti, motti del regime e di annessi ambienti pseudo culturali, che ripropone miti e banalizza i veri valori civici.

È nuovo fascismo pure, sostiene ancora Fornaro, citando e evocando la nozione di Ur-fascismo perenne di Umberto Eco, l’attività programmata e ricorrente tesa a demonizzare e delegittimare l’avversario; l’idea e le condotte politiche che affermano come una maggioranza (provvisoria e temporanea) sia potere assoluto; l’alimentare discriminazioni verso lo straniero e il diverso, pur in un mondo sempre più interconnesso e plurisociale; il credere sempre di dover e poter esercitare una leadership unica e esclusiva nel potere, nella cultura, nell’informazione, ignorando la complessità e la pluralità del presente e del vivere democratico.

Per l’autore (fine studioso dei meccanismi elettorali delle rappresentanze), la democrazia ha oggi due tarli pericolosi: l’astensionismo al voto e alla partecipazione attiva nelle istituzioni (dovute anche all’occupazione delle istituzioni di gruppi di potere di parte o talvolta della criminalità organizzata come nei vari Comuni commissariati), il permanere delle diseguaglianze sociali ed economiche irrisolte. Proprio queste due emergenze, osserva Fornaro, ci fanno temere che l’autoritarismo oggi non necessiti più di governi forti o di scelte dirompenti, ma possa nascere e affermarsi in modo soft in società deboli, timorose e condizionate, in democrazie sbiadite e in declino da decenni.

Una rigorosa ricostruzione storica, abbinata a un segnale di allerta.

Nella foto di apertura, 24 ottobre 1922, Congresso di Napoli, Mussolini e i Quadrumviri 

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