Con questo libro, Claudio Piersanti ha vinto il Premio Maria Corti – Parole al centro nella categoria Narrativa
“Mai nessun segreto dovrebbe essere svelato”… e c’è nel romanzo un solido correlativo oggettivo per la vita nascosta di Roberto (solo nome niente cognome), smagato avvocato di provincia, minacciato dalla mezza età.
È la casa della madre, arrampicata nella città vecchia e, per volere del figlio, rimasta tale e quale da quando lei non c’è più. Ecco il luogo dove Roberto trova concreto rifugio dal resto del mondo. La tana. Sic. Da lì si vede il porto, che pare un luogo inutile, e lì Roberto conserva memoria di vecchi partigiani e contadini, di poveracci e gente ancora capace di compassione – che significa, come diceva la madre, lavare le piaghe di un vecchio votato a morte.
Il segreto meno celabile di Roberto, quello che verrà maldestramente alla luce, è l’amore per Maria, volitiva archeologa e donna di un amico, anzi del migliore amico, il ricco e inconcludente attore Piero. Una volta svelato, il sentimento porta tutto allo scoperto. Dopo un bacio da adolescenti, lo stallo esistenziale di Roberto si tramuta in una sorta di felicità: ma per davvero? E per quanto?

L’avvocato scettico sulle sorti di sé e dell’Italia – ha il vantaggio di aver letto Montesquieu e suole disegnare in caricatura i concittadini come tanti animali – prova a vivere senza remore la storia con Maria e a sopportare la colpa per aver tradito la fiducia di Piero. Per Maria accetta di tradire anche la sua solitaria e monotona condotta di vita. Esce dal segreto mentre vi fa entrare lei, che viene ospitata, unica mortale, nella tana.
Che cosa abbia voluto scrivere Claudio Piersanti, nel suo stile cauto e preciso, senza fiammate o acrobatismi verbali o sintattici – non essendoci quasi colpi di scena o, questi essendoci, non presentati come tali – pare semplice.
La finestra sul porto (collana Gramma, Feltrinelli 2025) è una storia d’amore, segnata da un evento drammatico – no spoiler – e valutata passo a passo ma senza divisione in capitoli – cioè senza salti temporali – nella sua possibilità di evolvere, reggendo agli attacchi, che vengono da dentro e da fuori, dalla piccola Italia provinciale in cui gli innamorati vivono.
La decadenza della città fa risaltare le nuove gesta quotidiane di Roberto – l’avvocato che rischiava di implodere nell’ottusa e riconosciuta nullità dell’esistenza, soffocare nella classe media degli “sconfitti di Ventotene” – mentre Maria sembra portata alla felicità di una vita piena, anche se avrà un inaspettato momento di disillusione – no spoiler… Forse è significativo che anche l’accogliente casa che i due acquistano per viverci insieme si affacci sul mare – simbolo di vitalità e cambiamento – ma, neanche fosse un’altra tana, sia quasi invisibile dalla via sulla quale apre la sua scalinata. “Mai nessun segreto dovrebbe essere svelato”.
Di primo acchito paragono la vicenda vissuta da Roberto alla parabola della vita di Enrico Metz (Il ritorno a casa di E.M., Feltrinelli 2006), uomo dalle cariche importanti in società, rifugiatosi nella città natale e capace di invecchiare in giardino, creando una qualità di rosa. Oppure mi ricordo l’isolamento della pensionata, beffata prima da un errore professionale e poi dalla malattia, di Luisa e il silenzio (Feltrinelli 1997). Ma sono bagliori di letture lontane di cui ho presente più che la trama l’atmosfera creata dalla scrittura di Claudio Piersanti, evocatore di vite piccole, che sembrano non avere niente di eccezionale, come nella tradizione di tanta letteratura del Novecento. Un’atmosfera affascinante che ritrovo fin dalle prime pagine ne La finestra sul porto…
Il disegno in copertina è di Lorenzo Mattotti. Claudio Piersanti, scrittore e sceneggiatore (soprattutto per Carlo Mazzacurati), è nato nel 1954. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali per Feltrinelli: L’amore degli adulti (1989) Gli sguardi cattivi della gente (1992), Luisa e il silenzio (1997), Il ritorno a casa di Enrico Metz (2006), I giorni nudi (2010), La forza di gravità (2018). Per Rizzoli, Quel malededetto Vronskij (2022)



