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Allonsanfàn
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Tiemen Hiemstra. Il romanzo della scomparsa di W.

Tiemen Hiemstra è un ex ragazzo, che è nato a Groningen, in Olanda, nel 1991 e ha studiato a Anversa, in Belgio. Si è poi trasferito a Lipsia, dove ha fatto il postino e ha scritto il suo primo romanzo, W., pubblicato nel 2023 e adesso in Italia da Adelphi, nella disinvolta traduzione di Dafne Paris.

Dalle sue parti, Hiemstra passa per una delle nuove voci più promettenti della letteratura nordeuropea, capace di scardinare le regole della narrazione lineare con una struttura frammentata e significativamente legata all’era digitale. Il tutto – è meglio specificarlo – senza derubare il lettore del piacere di leggere.

Tiemen Hiemstra scarta in W. l’onniscienza del narratore e i flussi di coscienza a favore di un montaggio spregiudicato: procede velocemente per stacchi su schegge di vicende appartenenti a tempi diversi ma inquadrate in tredici giorni/capitoli. Ricostruisce così il rapporto speciale tra due ragazzi, Olaf e W. – in realtà i ragazzi sono tre contando anche Hilde, artista e appassionata di insetti – fino all’improvvisa sparizione di W. e alla scoperta di un suo misterioso lascito. C’è una cartella nascosta in un computer intitolata “Il sarcofago dello spasso” che è a suo modo un destrutturato saggio dedicato all’impossibilità di essere autentici.

E dunque lode a Hiemstra, che si destreggia con disinvoltura – poetica, viene da dire, se consideriamo i meccanismi delle sue associazioni – tra il senso di assurdo dei meme e degli aforismi abbandonati da W. e una riflessione esistenziale sulla giovinezza e sul senso dell’esperienza – che W. abbia cercato di evadere dal contingente per arrivare a qualcosa che per lui assomiglia alla cosa in sé?

Un giorno, Olaf e W. hanno scoperto di non aver bisogno di niente oltre alla libertà verso cui li ha condotti il loro incontro, non necessariamente vissuto e descritto come amoroso o gay. Ma questa sensazione non dura affatto. La sintonia dei due è tanto profonda da diventare pericolosa, e la familiarità assoluta con l’altro si ribalta improvvisamente in estraneità e vuoto quando uno dei due ragazzi scompare (volontariamente?). Ma Olaf è stato il primo a tradire: per non restare sotto l’influenza di W. va a studiare a Anversa, lasciando Groningen, che improvvisamente gli è sembrata costruita con geometria infantile da bambini giganti.

Oltre al web, possono essere parecchi i padri nobili di questo romanzo che è l’ennesima variazione di una coming of age story, e infatti corre il rischio, e lo evita spesso brillantemente, di cadere nei cliché delle storie di amicizie simbiotiche giovanili (il personaggio W. odia gli stereotipi!). Un rischio, però, quello di perdersi sulla strada della vita, lo corrono anche i protagonisti che hanno addosso, elevata al massimo grado, la vulnerabile innocenza di chi cresce…

Tiemen Hiemstra W
Tiemen Hiemstra

Per canto suo, l’ente di promozione letteraria Flanders Literature che ha aiutato il progetto di Hiemstra – è un’organizzazione nata per diffondere la letteratura delle Fiandre, la regione di lingua neerlandese del Belgio – ha paragonato la struttura narrativa e la caratterizzazione dei personaggi ai primi lavori di J.D. Salinger. Forse dei giovani leggeranno W. come noi abbiamo letto Holden (o Meaulnes)? Può darsi. Comunque, il valore del libro si gioca in qualche modo sul carisma dispettoso del personaggio di W. (sulla capacità dello scrittore di renderlo in qualche modo affascinante).

Come spiegare invece la scelta di Adelphi di puntare su Tiemen Hiemstra? La casa editrice ha una predilezione per gli enigmi esistenziali e per il “perturbante” (parola non a caso scomodata sull’aletta del libro per descrivere l’epilogo di questa vicenda), e W. possiede quello spirito un po’ esoterico che da sempre piace alla scuderia adelphiana – forse non c’entra molto ma infilo in libreria il romanzo di Hiemstra accanto al ragazzino best seller di Peter Cameron, alle candide pagine abbagliate di Han Kang, e a un caposaldo storico come L’altra parte di Kubin.

In copertina, un’opera di Simon Kerola

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