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Riportami a casa. Il grido degli ucraini in un libro di foto

Bring me back home, Riportami a casa. È il titolo di un libro fotografico che racconta la storia di tanti ucraini – soprattutto donne e bambini – che, fuggiti dalle loro case e dal loro Paese a causa della guerra, hanno trovato riparo in Polonia. Uscirà tra poco più di un mese e l’autore è Antonino Condorelli, fotografo italiano che vive ad Amburgo, in Germania. Un giorno di marzo Condorelli è salito su un treno e dopo un viaggio lungo 12 ore è arrivato a Przemysl, città polacca dove stavano confluendo migliaia di ucraini in fuga.

Qual è la prima immagine che ti viene in mente quando pensi alla tua esperienza al confine tra Polonia e Ucraina?

«È la foto di un raggio di sole che penetra attraverso la finestra della stazione ferroviaria di Przemysl. Una luce che è segno di speranza in una situazione tanto drammatica».

Bring me back home Antonino Condorelli
@AntoninoCondorelli

Perché hai deciso di partire?

«Perché ritengo un impegno importante testimoniare ciò che sta succedendo».

La tua prima tappa è stata Przemysl.

«Przemysl è un luogo chiave. Nella sua stazione arrivano in treno, ma anche a piedi, i profughi che poi vengono smistati in centri di accoglienza, case private e strutture religiose. Io ho visitato due conventi di suore dove, in un mese, erano state accolte complessivamente quasi mille persone. Da Przemysl mi sono poi spostato a Zamosc, cittadina patrimonio dell’Unesco, che fino a quel momento aveva accolto 35.000 ucraini. E dove ho incontrato Damian, il proprietario del ristorante dell’albergo Renesans, che ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi alla preparazione dei pasti per i profughi. E poi ancora sono stato a Medyka e a Cracovia, per documentare ciò che stava accadendo e, insieme, i sentimenti di chi aveva lasciato la sua casa sotto i bombardamenti. Nel mio viaggio ho conosciuto anche ragazzi malati di tumore aiutati dalla Onlus italiana Soleterre. Di loro ci sono due immagini nel libro».

Bring me back home /Soleterre
@AntoninoCondorelli

Cosa ti hanno detto le persone che hai incontrato?

«Che vinceranno la guerra. Le donne ne sono convinte: “I nostri mariti che stanno combattendo ci rappresentano in tutto e per tutto, hanno coraggio. Noi ce la faremo”. A un’anziana ho chiesto: cosa direbbe al presidente russo Putin se fosse qui di fronte a lei? Lei quasi piangendo ha risposto: “Gli direi di smettere subito con questa guerra, perché colpisce bambini non c’entrano”. E una ragazza accanto a lei ha aggiunto: “Lo strangolerei”. C’è molta rabbia in tutti loro. E c’è anche molto orgoglio: “Non vogliamo cedere neppure un centimetro del nostro territorio ai russi”, queste le loro parole».

Cosa hai visto?

«Paura. La manifestazione “più paurosa” della paura, che è quella silente. È la paura trattenuta dentro di sé, che si vede solo negli occhi. Ho incontrato un ragazzo con la moglie disabile e una bambina di 9 mesi. Mi ha detto: “Anche se sei in un posto sicuro non puoi dimenticare quello che è successo”. E della paura sono vittime i bambini. Sembrano spensierati quando si dà loro un giocattolo. Ma se ti avvicini si ritraggono spaventati, chissà cosa hanno visto».

Bring me back home /A. Condorelli
@AntoninoCondorelli

Le foto del tuo libro sono tutte in bianco e nero. 

«È un lavoro che richiede il bianco e nero. È una mia scelta stilistica e non vuol essere drammatica».

Perché il titolo Bring me back home?

«A Zamosc un volontario mi ha raccontato di una donna che aveva visto il marito ucciso dai russi. Le aveva chiesto se avesse bisogno di qualcosa… E lei aveva gridato: ho bisogno di tornare a casa, portatemi a casa. Da qui è nato il titolo del libro».

Bring me back home copertina

Quando uscirà?

«A fine maggio. Ma è già possibile preordinarlo con uno sconto. La gran parte dei proventi andranno a due associazioni che lavorano in Polonia».

Quali sono?

«La Regia Civitas a Przemysl e la Fondazione Nidaros di Cracovia. Ho visto come operano, come accolgono, come portano aiuti anche a chi ha deciso di non lasciare l’Ucraina. Sono persone di cui mi fido».

Bring me back home Condorelli Antonino
@AntoninoCondorelli

Hai mantenuto contatti con qualcuno degli ucraini che hai incontrato?

«Ho tanti numeri di telefono. Chiamerò tra qualche tempo, e spero di sentirli più sereni».

 

Il libro. Bring me back home, photographs by Antonino Condorelli. In vendita online.

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