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Festival del Pensare. La libertà dobbiamo prendercela noi

Ci sono parole che possono fare male (almeno un po’) ma che fanno pensare. E il pensiero che inducono aiuta ad affrontare e a capire tanti aspetti della vita.

Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna, dal 2005 membro dell’Accademia dei Lincei, usa parole dure per commentare la modesta libertà di stampa in Italia (siamo al 49esimo posto, risultato peggiore dell’Europa occidentale). Le cause? Tante. Minacce delle organizzazioni criminali, autocensura, timori per azioni legali come le querele, ingerenze politiche, problemi economici e societari delle proprietà editoriali, concentrazione dei media e conflitti di interesse. Tutto vero. Ma… «All’analisi manca un elemento» dice dal palco del Festival del Pensare nella piazza di Montescudaio (Pisa). «Manca il fatto che molti giornalisti non sono in grado di resistere alle pressioni, sono ignoranti, non fanno bene il loro mestiere. Per essere indipendenti occorre essere intelligenti e preparati».

Un giudizio severissimo (per chi è giornalista ancora di più) ma è quello che serve per riflettere, per ragionare su ciò che non va.

È importante il Festival del Pensare, che ha portato a Casale Marittimo e Montescudaio, tra i borghi più belli della Toscana, nomi forti e autorevoli. Si è appena conclusa la undicesima edizione, il cui tema generale era la libertà. Nella storia, nell’informazione, nell’educazione. La libertà, elemento fondamentale per un mondo giusto ed equo.

Festival Pensare
Il pubblico al Festival del Pensare

Pasquino, insieme a Daniela Preziosi, cronista politica e inviata parlamentare del quotidiano Domani, sono stati protagonisti, in una piazza affollatissima e attenta, dell’incontro (molto atteso) intitolato È “solo” la stampa, bellezza? – Libertà d’informare e di essere informati.

Tutta la serata è stata ricca di spunti, a volte anche amichevolmente polemici. La formazione dei giornalisti, la dipendenza dagli editori, Musk e il “mondo parallelo” che ha inventato, i tanti social che pubblicano qualsiasi cosa, notizie inventate e create ad arte, che fanno un’informazione (ma non è giusto chiamarla così) del tutto senza criterio, staccata dalla realtà, spesso inventata.

Si è parlato di giornalismo, si è parlato di politica, della legge bavaglio, di Trump; si è parlato della Rai, che dovrebbe essere un servizio pubblico ma…

Un ping pong di opinioni e di riflessioni, che ha portato Pasquino e Preziosi a ricordare un elemento fondamentale: la libertà non te la dà nessuno, la libertà te la devi prendere. E più sei bravo e autorevole, più ce la fai. «La schiena dritta dipende dal cervello, bisogna essere preparati» hanno ribadito ancora una volta. Vale per tutti e per tutto: le notizie di cronaca, quelle giudiziarie, quelle politiche.

In questo Festival che invita al ragionamento è emerso chiaro che almeno parte della responsabilità è nostra, di ognuno di noi. Che troppo spesso non ci fermiamo a riflettere, a pensare. Bombardati di notizie, siamo come incantati. Invece, dobbiamo reagire. E dobbiamo farlo insieme.

Perché vivere in una società della solitudine, come sta diventando anche la nostra, è un rischio. Ed è un’arma contro la democrazia.

«Il prete della mia parrocchia di tantissimi anni fa andava in giro per le case e incontrava i suoi parrocchiani» ha raccontato Pasquino. «Il lavoro della politica alla fine è questo. È rifare partire il meccanismo di una società dell’inclusione, è parlare con la gente, soprattutto quella che non la pensa come noi. Mi ricordo quando, in passato, il giorno delle elezioni si andava a votare tutti insieme, dopo aver discusso e dopo esserci confrontati con gli altri. Oggi si va – quando si va – da soli».

La libertà. Il pensare. Il ragionare. Il riflettere. Insieme. Non c’è nulla di più importante.

 

  • L’undicesimo Festival del Pensare, organizzato dall’Associazione culturale Pensiamo insieme, presidente Pia Pagani de Marchi, “anima” Mariarosa Grassi, ha visto, oltre all’incontro con Gianfranco Pasquino e Daniela Preziosi, gli interventi di Michela Ponzani, docente di Storia contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata, e Giovanni Brunetti, dottore in Scienze archeologiche e storiche all’Università di Verona sul tema Libertà vo’ cercando ch’è sì cara Il lungo cammino verso la libertà. E di Giacomo Stella, professore di Psicologia clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia, e Cristina Bachmann, psicologa clinica e psicoterapeuta sul tema: Il mio canto libero – Come formare menti critiche e autonome. Il Teatro dell’Orsa ha portato in scena Cuori di terra. Memoria dei sette fratelli Cervi. Le serate sono state aperte dalle giovani attrici della compagnia DOG’s
  • Foto in apertura: Gianfranco Pasquino e Daniela Preziosi con (al centro) la giornalista Cecilia Morello che ha moderato gli incontri
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