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Allonsanfàn

Per immagini. Sembra un manga di yakuza, ma il boss ha scelto di mettersi il grembiule

Un giovane uomo dal corpo tornito, segnato da cicatrici e quasi interamente tatuato – sulla sua schiena troneggia un dragone – sguardo intenso, espressione minacciosa e una lama maneggiata con sapienza: Tatsu sembra proprio ciò che è, uno yakuza, un membro della mafia giapponese. Di più, si tratta di una leggenda vivente, un mito di …

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Sport con Garbo. Non solo Tokyo: le Olimpiadi più dure della nostra vita

I giapponesi sono abituati a superare qualunque tipo di avversità. Convivono da sempre con le scosse sismiche, hanno superato brillantemente la tragedia della centrale nucleare di Fukushima causata dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Figurarsi se si preoccupano per il rinvio dei Giochi Olimpici. Questi avrebbero dovuto essere i giorni della trentaduesima Olimpiade dell’era moderna, programmata …

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La strategia del caso: Maria e Angela, due amiche a Bologna, quel 2 agosto del 1980

Maria e Angela stanno per arrivare in treno a Bologna. È la mattina del 2 agosto 2010. Vivono a Empoli. Maria ha 54 anni, lavora alla cassa di un grande supermercato; per alcuni anni, prima dell’incidente – lei lo continua a chiamare pudicamente così – ha lavorato in una fabbrica di confezioni, poi ha trovato …

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daniele biacchessi strage bologna

Bologna, 2 agosto 1980. 40 anni dopo, sono sempre le 10 e 25

Quarant’anni fa, il 2 agosto 1980, una bomba colpiva Bologna, la stazione, una sala d’aspetto di seconda classe. Colpiva quella stazione e colpiva tutto il Paese, perché Bologna è il crocevia dei treni che portano da nord verso sud. Un gruppo ormai conosciuto di neofascisti guidati e finanziati dalla loggia massonica P2 e protetti per …

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Leggere. Aurelio Picca, il romanzo feroce del più grande amico di Lallo lo Zoppo

Qui dall’asettica Milano del Covid, sembra piuttosto distante, carnale e metafisica a un tempo, l’attesa agitata di Alfredo Braschi, in una pensione sul (per me esotico) lago Albano. Braschi invecchiato, ex ragazzo prodigio della mala, aspetta qualcosa – dove qui fa ansia solo parlare di attesa – e ricorda una vita deragliata e bellissima, da …

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Bernard Henri Levy Il virus rende folli

Il virus rende folli. E il peggio è la paura, secondo Bernard-Henri Lévy

Sul palco della Milanesiana a Palazzo Reale Bernard-Henri Lévy, filosofo, giornalista e saggista francese, 71 anni, dice che della pandemia che ci ha travolto ci sono anche aspetti positivi: «L’immagine di Andrea Bocelli che canta da solo per Pasqua nel Duomo di Milano o quella di Fedez e Chiara Ferragni che organizzano una raccolta di …

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